Scritture di chiusura: Valutazione degli investimenti in conto titoli

Guida didattica e operativa a cura di Marco Consiglio
Volta Institute · Napoli
Docente: Marco Consiglio
Inquadramento Normativo e Classificazione dei Titoli in Bilancio
Analisi della distinzione strutturale tra immobilizzazioni finanziarie e attivo circolante, criteri OIC 20 e OIC 21, e riflessi patrimoniali.
Prerequisiti minimi:
• Conoscenza delle basi della partita doppia e del funzionamento del Libro Giornale e Mastro
• Distinzione tra Stato Patrimoniale e Conto Economico secondo il Codice Civile (artt. 2424 e 2425 c.c.)
• Comprensione del principio della competenza economica e del principio di prudenza

Il processo di chiusura dei conti al termine del periodo amministrativo impone al contabile un'accurata verifica e valutazione delle consistenze iscritte nel conto titoli aziendale. La gestione della tesoreria e la finanza straordinaria possono portare un'impresa a detenere un portafoglio composito di strumenti finanziari, dai titoli di Stato alle partecipazioni strategiche, dai fondi comuni agli strumenti derivati. Tuttavia, prima di procedere a qualsiasi rilevazione numerica di rettifica o di assestamento, è obbligatorio effettuare un inquadramento giuridico ed economico dello strumento detenuto. Il nostro ordinamento contabile, disciplinato dal Codice Civile (art. 2424, 2424-bis e 2426 c.c.) e declinato dai principi contabili nazionali emanati dall'Organismo Italiano di Contabilità (in particolare OIC 20 per i titoli di debito e OIC 21 per le partecipazioni), fonda l'intera impostazione del bilancio sul criterio di destinazione economica impresso dagli amministratori.

Gli investimenti in titoli non vengono allocati nello Stato Patrimoniale in funzione della loro intrinseca natura giuridica (ad esempio se siano azioni, obbligazioni o quote di fondi), bensì in virtù della loro destinazione funzionale all'interno dell'economia dell'impresa. In termini operativi, l'organo amministrativo deve formalizzare se un determinato cespite finanziario sia destinato a rimanere durevolmente nel patrimonio aziendale oppure se rappresenti un impiego temporaneo di liquidità eccedente, finalizzato allo smobilizzo nel breve periodo. Da questa decisione discende una biforcazione netta: l'iscrizione nella classe B.III dell'Attivo dello Stato Patrimoniale (Immobilizzazioni Finanziarie) oppure nella classe C.III (Attivo Circolante - Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni).

La distinzione ha un impatto profondo sia sulle metriche di solidità finanziaria dell'impresa, sia e soprattutto sulle regole di valutazione da adottare in sede di scritture di chiusura al 31 dicembre. Per le Immobilizzazioni Finanziarie, la regola generale è quella del costo storico (ammortizzato, ove applicabile ai titoli con cedola e scarto di emissione/negoziazione), con l'obbligo di rilevare perdite durevoli di valore. Al contrario, per i titoli iscritti nell'Attivo Circolante, vige la regola prudenziale del minor valore tra il costo di acquisto (o di sottoscrizione) e il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, ai sensi dell'art. 2426, comma 1, n. 9 del Codice Civile.

CaratteristicaImmobilizzazioni Finanziarie (B.III)Attivo Circolante (C.III)
Destinazione StrategicaDetenzione durevole, controllo, legame partecipativo o investimento a scadenzaGestione temporanea della liquidità, speculazione di breve o trading
Principio Contabile GuidaOIC 20 (Titoli di debito) / OIC 21 (Partecipazioni)OIC 20 (Titoli non immobilizzati) / OIC 21 (Partecipazioni non immobilizzate)
Criterio Base di ValutazioneCosto ammortizzato (o costo storico per bilanci abbreviati/micro)Minore tra costo storico e valore di realizzo desumibile dal mercato
Trattamento MinusvalenzeSvalutazione solo se la perdita è qualificata come durevoleSvalutazione obbligatoria ad ogni chiusura se il mercato è inferiore al costo
Ripristino di ValoreObbligatorio se vengono meno i motivi della svalutazione durevoleObbligatorio nei limiti del costo storico originario
💡 Consiglio Didattico per Principianti: Per non confondere mai la collocazione di un titolo, chiediti sempre: «Perché l'azienda ha comprato questo titolo?». Se lo ha comprato per tenerlo fino alla scadenza naturale decennale o per controllare un fornitore, si tratta di una immobilizzazione. Se lo ha comprato a novembre per rivenderlo a febbraio non appena sale la quotazione, è attivo circolante. La forma tecnica del titolo non comanda la contabilità: comanda l'intento strategico documentato.

Un aspetto critico per chi si avvicina alla materia contabile risiede nella gestione dei costi accessori di transazione. Al momento dell'acquisto, le commissioni bancarie, le spese di intermediazione e i diritti fissi concorrono ad incrementare il costo originario del titolo sia per i titoli immobilizzati sia per quelli circolanti. Tuttavia, in sede di chiusura, mentre per i titoli dell'attivo circolante il confronto con il valore di mercato (ad esempio il prezzo medio di borsa dell'ultimo mese dell'esercizio) avverrà confrontando il fair value con il costo complessivo (prezzo secco + oneri accessori), per le immobilizzazioni finanziarie valutate al costo ammortizzato tali oneri verranno spalmati lungo l'intera vita utile del titolo attraverso il calcolo del Tasso di Rendimento Effettivo (TIR).

⚠️ Attenzione all'arbitraggio contabile: La riclassificazione di titoli tra attivo circolante e immobilizzazioni (o viceversa) non è libera né lasciata alla discrezionalità opportunistica del redattore di bilancio. Il passaggio da una categoria all'altra deve essere giustificato da mutate e comprovate condizioni aziendali, deliberato dall'organo amministrativo e debitamente illustrato nella Nota Integrativa, illustrando gli effetti patrimoniali ed economici della riclassificazione.
Procedura di Check Operativo al 31/12 per il Conto Titoli
  1. Acquisizione dell'estratto conto titoli bancario: Richiedere alla banca depositaria l'estratto conto titoli ufficiale al 31 dicembre, verificando l'effettiva consistenza quantitativa (valore nominale e quantità) di ogni codice ISIN.
  2. Riconciliazione delle schede mastro: Confrontare i saldi delle schede contabili aziendali con le evidenze dell'intermediario finanziario per escludere operazioni non registrate o sfasamenti di regolamento contabile.
  3. Verifica della destinazione deliberata: Ripartire ciascuna posizione tra portafoglio durevole (B.III) e portafoglio circolante (C.III) in conformità alle delibere del CdA.
  4. Rilevazione del valore di mercato: Reperire i corsi azionari e i listini ufficiali di fine esercizio (es. media ponderata di dicembre per i mercati regolamentati) per ciascun titolo dell'attivo circolante.
  5. Calcolo del differenziale: Determinare l'eventuale minusvalenza complessiva per specie di titolo da imputare al Conto Economico.
Valutazione delle Partecipazioni e dei Titoli di Debito Pubblico
Scritture di assestamento e chiusura per imprese collegate, controllate e investimenti in BTP, BOT e CCT nazionali ed esteri.

Nel novero degli investimenti finanziari, le partecipazioni in altre società e i titoli emessi da enti sovrani (titoli di debito pubblico) occupano una posizione di rilievo per frequenza e dimensione economica. L'analisi contabile di fine esercizio richiede metodologie di valutazione e scritture in partita doppia profondamente differenti per queste due categorie, disciplinate rispettivamente dall'OIC 21 e dall'OIC 20. Quando un'azienda acquisisce partecipazioni in imprese controllate (art. 2359, comma 1, n. 1 c.c.) o collegate (art. 2359, comma 3 c.c.), l'obiettivo sottostante è quasi sempre industriale o societario. Di conseguenza, queste quote rientrano fisiologicamente nelle Immobilizzazioni Finanziarie (B.III.1).

Per le partecipazioni immobilizzate, il Codice Civile prevede due criteri alternativi: il criterio del costo d'acquisto rettificato per perdite durevoli di valore, oppure il metodo del patrimonio netto (equity method, art. 2426 n. 4 c.c.). Se la società sceglie il criterio del costo, la partecipazione rimane iscritta al prezzo sostenuto al momento dell'acquisto, inclusi gli oneri diretti. Tuttavia, in sede di chiusura, gli amministratori devono valutare la salute finanziaria ed economica della partecipata. Se la partecipata accumula perdite strutturali e continuative che intaccano il valore della quota, e tali perdite non si presumono recuperabili in un orizzonte temporale ragionevole, si configura una svalutazione per perdita durevole di valore.

La scrittura contabile di svalutazione della partecipazione riduce direttamente il conto dell'attivo patrimoniale e accende un costo straordinario/finanziario nella voce D.19.a del Conto Economico («Svalutazioni di partecipazioni»). Qualora negli esercizi successivi i motivi della svalutazione vengano meno grazie a un piano di ristrutturazione aziendale efficace o al ritorno a utili stabili, il redattore di bilancio è obbligato a rilevare un ripristino di valore (voce D.18.a del Conto Economico), fino a concorrenza massima del costo storico originario.

Scrittura Contabile: Svalutazione Partecipazione Controllata per Perdita Durevole

Ipotizziamo una partecipazione nella controllata Alfa S.r.l. iscritta a € 100.000, per la quale si accerta una perdita durevole di € 25.000 a seguito dell'azzeramento del mercato di sbocco.

DataConto Dare / AvereDare (€)Avere (€)Voce di Bilancio
31/12/202XD.19.a Svalutazione partecipazioni controllate25.000,00-CE: D.19.a Rettifiche di valore
31/12/202XB.III.1.a Partecipazioni in imprese controllate-25.000,00SP: B.III.1.a Attivo Immobilizzato

Passando ai titoli di debito sovrano, quali BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e CCT (Certificati di Credito del Tesoro), italiani o esteri (es. Bund tedeschi o US Treasury), la gestione di chiusura è dominata da due problematiche contabili: il rateo attivo sugli interessi cedolari e la valutazione di fine anno. I BOT sono titoli privi di cedola (zero coupon) emessi sotto la pari: il loro rendimento è dato integralmente dallo scarto di emissione (differenza tra valore di rimborso nominale e prezzo di acquisto/emissione). Al 31 dicembre, l'azienda deve calcolare la quota di provento finanziario maturata temporalmente per competenza economica dall'inizio della detenzione fino alla chiusura dell'esercizio, integrando il ricavo.

Per i titoli con cedola periodica (come i BTP a cedola semestrale fissa o i CCT a tasso variabile), la chiusura d'esercizio richiede obbligatoriamente il calcolo del rateo attivo per la porzione di cedola già maturata ma non ancora riscossa alla data di bilancio. Ad esempio, per un BTP con cedola semestrale staccabile il 1° marzo e il 1° settembre, al 31 dicembre sono maturati esattamente quattro mesi di interessi (settembre, ottobre, novembre e dicembre) che devono essere rilevati in contabilità come ricavo di competenza (C.16.b) a fronte dell'accensione del conto transitorio «Ratei attivi» (SP: D).

Scrittura Contabile: Integrazione Cedola BTP al 31/12 (Rateo Attivo)

Ipotizziamo il possesso di BTP nominali per € 200.000 al tasso annuo del 3%. Cedola semestrale di € 3.000 stacco 01/09 - 01/03. Quota maturata dal 01/09 al 31/12 (4 mesi su 6): € 2.000.

DataConto Dare / AvereDare (€)Avere (€)Voce di Bilancio
31/12/202XD. Ratei attivi su titoli di Stato2.000,00-SP: D Ratei e risconti attivi
31/12/202XC.16.b Proventi finanziari da titoli di Stato-2.000,00CE: C.16 Proventi finanziari

Cosa accade invece per la valutazione del valore capitale dei BTP? Se i BTP sono collocati nell'Attivo Circolante (destinati a essere venduti a breve per esigenze di cassa), al 31 dicembre si confronta il loro valore di libro con il valore di mercato (corso tel-quel o secco di borsa di fine anno). Se la quotazione di borsa è scesa al di sotto del costo storico, si deve procedere a una svalutazione del portafoglio titoli circolante (voce D.19.c del Conto Economico), a fondo svalutazione o a rettifica diretta del cespite. Se invece i titoli sono detenuti come immobilizzazioni finanziarie, le fluttuazioni temporanee dei tassi d'interesse di mercato non impongono svalutazioni, purché la solvibilità dello Stato emittente non sia compromessa e non si ravvisi un default sovrano (condizione che attesta la non durevolezza del ribasso).

⚠️ Gestione Titoli Esteri in Valuta: Nel caso in cui il conto titoli contenga titoli di Stato denominati in valuta estera (es. US Treasury in dollari USD), al 31 dicembre occorre convertire il valore nominale e i ratei maturati al tasso di cambio a pronti di chiusura (cambio BCE al 31/12). L'eventuale differenziale di cambio positivo o negativo deve essere imputato alla voce C.17-bis del Conto Economico («Utili e perdite su cambi»).
Valutazione di Azioni, Obbligazioni Corporate, P.A.C. e P.I.C.
Determinazione del costo col metodo LIFO/FIFO/Costo Medio, confronto col mercato, contabilità dei Piani di Accumulo e Investimenti di Capitale.

Quando l'azienda opera attivamente sul mercato mobiliare negoziando azioni di società quotate (non partecipative) od obbligazioni societarie (Corporate Bonds), la gestione dell'attivo circolante richiede il ricorso ai metodi di movimentazione delle scorte finanziarie previsti dall'art. 2426, comma 1, n. 10 del Codice Civile. Tali metodi sono il Costo Medio Ponderato (CMP), il First-In First-Out (FIFO) e il Last-In First-Out (LIFO). Poiché i titoli fungibili della medesima specie vengono spesso acquistati in tranche successive a prezzi differenti, non è possibile né economico tracciare il singolo certificato. Il metodo prescelto determina il costo di carico unitario da confrontare con il valore di quotazione al 31 dicembre.

Ai sensi dell'OIC 20, il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato per i titoli quotati in borsa è dato generalmente dalla media aritmetica dei prezzi di borsa rilevati nell'ultimo mese di esercizio (o dal prezzo ufficiale dell'ultimo giorno per i mercati ad altissima liquidità). Per i titoli non quotati, la stima deve avvenire facendo riferimento a transazioni comparabili o applicando modelli finanziari di attualizzazione dei flussi di cassa futuri (discounted cash flow). Il confronto deve essere eseguito titolo per titolo (o per categorie omogenee), senza possibilità di compensare minusvalenze latenti su un'azione con plusvalenze latenti su un'altra, in virtù del rigido principio di asimmetria prudenziale sancito dall'art. 2423-bis c.c.

Titolo in PortafoglioQuantitàCosto di Carico Unitario (CMP)Costo Totale (€)Prezzo Mercato 31/12Controvalore Mercato (€)Esito Valutativo al 31/12
Azione TechCorp S.p.A.1.000€ 50,0050.000,00€ 42,0042.000,00Minusvalenza di € 8.000 (Svalutazione obbligatoria)
Azione PharmaGreen S.p.A.500€ 80,0040.000,00€ 95,0047.500,00Plusvalenza latente di € 7.500 (NON iscrivibile)
Obbligazione SteelGroup 4%20.000€ 1,0220.400,00€ 0,9819.600,00Minusvalenza di € 800 (Svalutazione obbligatoria)

Nell'esempio sopra riportato emerge chiaramente la regola fondamentale: la plusvalenza latente di € 7.500 sulle azioni PharmaGreen non può essere iscritta a bilancio in rispetto del principio di prudenza (non si possono registrare utili non ancora realizzati mediante vendita). Al contrario, le minusvalenze di € 8.000 su TechCorp e di € 800 su SteelGroup devono essere contabilizzate immediatamente ad abbattimento del valore dell'attivo, imputando complessivamente € 8.800 alla voce D.19.c («Svalutazione di titoli iscritti nell'attivo circolante»).

Scrittura Contabile: Svalutazione Titoli del Circolante al Minore tra Costo e Mercato
DataConto Dare / AvereDare (€)Avere (€)Voce di Bilancio
31/12/202XD.19.c Svalutazione titoli circolante8.800,00-CE: D.19.c Svalutazioni titoli attivo circ.
31/12/202XFondo svalutazione titoli circolante (oppure conto diretto)-8.800,00SP: C.III.6 Altri titoli (rettifica attiva)

Un settore sempre più diffuso nella tesoreria aziendale moderna riguarda l'allocazione della liquidità attraverso Fondi Comuni di Investimento o SICAV, gestiti tramite due formule operative principali: il P.I.C. (Piano di Investimento di Capitale) e il P.A.C. (Piano di Accumulo del Capitale). Nel caso del P.I.C., l'azienda versa un'unica somma rilevante all'avvio: le quote del fondo vengono caricate a un prezzo unitario specifico (NAV - Net Asset Value). La chiusura dell'esercizio comporterà semplicemente la verifica del NAV al 31/12 rispetto al NAV storico d'acquisto.

Nel caso del P.A.C., invece, l'azienda programma versamenti periodici (ad esempio mensili da € 2.000) per mitigare il rischio di volatilità dei mercati. Contabilmente, ogni versamento acquista un quantitativo diverso di quote a un valore unitario oscillante. Al 31 dicembre, la determinazione del costo di carico complessivo del P.A.C. deve essere eseguita calcolando la media ponderata di tutti gli acquisti dell'anno (somma dei capitali investiti diviso il numero totale di quote accumulate). Il valore totale così ricavato viene confrontato con il controvalore effettivo delle quote al 31 dicembre (Quote totali × NAV al 31/12). Se il controvalore è inferiore alla spesa cumulata, si contabilizza la svalutazione.

💡 Consiglio Operativo sui Fondi e PAC: Nei fondi comuni aperti, il prospetto ufficiale inviato dalla SGR riporta chiaramente sia il controvalore versato cumulato sia il valore liquidabile al 31/12. Conserva sempre tale documento come pezza giustificativa per i revisori legali dei conti a supporto dell'eventuale rettifica di valore.
⚠️ Attenzione al disallineamento fiscale (TUIR art. 94): Ai fini fiscali, la deducibilità della svalutazione dei titoli dell'attivo circolante è ammessa entro i limiti stabiliti dal TUIR, prendendo a riferimento il valore normale desunto dalle quotazioni medie dell'ultimo mese. Qualsiasi svalutazione calcolata con criteri civilistici più penalizzanti rispetto a quelli fiscalmente ammessi genera una variazione in aumento nel modello Redditi SC (imposte anticipate).
Valutazione al Fair Value di Derivati e Piani di Stock Option
Disciplina dell'OIC 32 sui derivati di copertura e speculativi, rilevazione della riserva di Cash Flow Hedge e scritture per Stock Option ai dipendenti.

La valutazione di fine anno degli strumenti finanziari derivati e dei piani di incentivazione basati su azioni (stock option) rappresenta l'apice della complessità tecnica nella contabilità degli investimenti mobiliari. Dal recepimento del D.Lgs. 139/2015, il Codice Civile ha introdotto l'art. 2426, comma 1, n. 11-bis, che obbliga le imprese alla valutazione di TUTTI gli strumenti finanziari derivati al loro Fair Value (valore equo di mercato), disciplinato in dettaglio dal principio contabile OIC 32. Gli strumenti derivati (come contratti Forward su valute, Interest Rate Swap - IRS a copertura di mutui a tasso variabile, o contratti di Opzione) non possono più rimanere confinati nei conti d'ordine fuori bilancio, ma devono essere iscritti direttamente nello Stato Patrimoniale.

La classificazione e l'impatto a Conto Economico dipendono in maniera vincolante dalla natura del derivato: derivato di negoziazione (speculativo) oppure derivato di copertura (hedging). Un derivato è qualificato di copertura solo se soddisfa requisiti formali stringenti: designazione documentata all'origine, stretta correlazione economica tra lo strumento coperto e il derivato, ed efficacia della copertura compresa tra l'80% e il 125%. In assenza di tale rigorosa documentazione, il derivato è considerato normativamente 'speculativo', a prescindere dalle reali intenzioni del management.

Per i derivati speculativi o di trading, le variazioni di Fair Value al 31 dicembre devono transitare direttamente a Conto Economico: se il Fair Value è positivo, si iscrive un'attività finanziaria (SP: B.III o C.III) a fronte della voce D.18.d («Rivalutazioni di strumenti finanziari derivati»); se è negativo, si iscrive un debito per passività finanziaria (SP: B.3 Fondo rischi e oneri per derivati passivi) a fronte della voce D.19.d («Svalutazioni di strumenti finanziari derivati»). Per i derivati di copertura dei flussi finanziari futuri (Cash Flow Hedge, come un IRS su mutuo), la variazione di Fair Value della componente efficace non impatta il Conto Economico, ma viene accreditata o addebitata direttamente in una specifica riserva di Patrimonio Netto: la «Riserva per operazioni di copertura di flussi finanziari attesi» (SP: A.VII).

Tipologia DerivatoDestinazione Contabile Variazione Fair ValueCollocazione nello Stato PatrimonialeEffetto sull'Utile d'Esercizio
Derivato Speculativo (FV Positivo)CE: D.18.d Rivalutazioni derivatiSP: C.III.5 Strumenti finanziari derivati attiviAumenta l'utile prima delle imposte
Derivato Speculativo (FV Negativo)CE: D.19.d Svalutazioni derivatiSP: B.3 Strumenti finanziari derivati passiviRiduce l'utile d'esercizio
Cash Flow Hedge Efficace (FV Negativo)SP: A.VII Riserva negativa di coperturaSP: B.3 Derivati passivi di coperturaNessun effetto immediato a Conto Economico
Fair Value Hedge (Copertura attività)CE: D.18 / D.19 a compensazione dell'attivoSP: Rettifica diretta dell'attività copertaEffetto netto neutro a Conto Economico
Scrittura Contabile: Rilevazione Fair Value Negativo su IRS di Copertura (Cash Flow Hedge)

Ipotizziamo un Interest Rate Swap sottoscritto per coprire un mutuo a tasso variabile. Al 31/12 la banca comunica un Mark-to-Market (Fair Value) negativo di € 12.000. La copertura è verificata al 100% efficace.

DataConto Dare / AvereDare (€)Avere (€)Voce di Bilancio
31/12/202XA.VII Riserva per operazioni di copertura flussi finanziari attesi12.000,00-SP: A.VII Patrimonio Netto (segno negativo)
31/12/202XB.3 Derivati passivi di copertura flussi futuri-12.000,00SP: B.3 Fondi rischi e oneri finanziari

Un ulteriore capitolo attiene ai piani di Stock Option assegnati a dipendenti, dirigenti o amministratori, disciplinati per analogia dall'IFRS 2 e dalle prassi contabili nazionali dell'OIC. Il piano conferisce al beneficiario il diritto di sottoscrivere o acquistare azioni della società a un prezzo prefissato (strike price) dopo un determinato periodo di maturazione (vesting period). In sede di chiusura di ciascun esercizio rientrante nel periodo di maturazione, l'impresa deve stimare il fair value del servizio lavorativo ricevuto in cambio delle opzioni concesse.

La scrittura contabile al 31 dicembre prevede la rilevazione per competenza pro-quota di un costo del personale (voce B.9 del Conto Economico) e l'accensione di una corrispondente riserva indisponibile di Patrimonio Netto denominata «Riserva per stock option» o «Riserva per piani di incentivazione azionaria» (SP: A.VI). In questo modo, l'onere retributivo straordinario viene spalmato economicamente lungo tutti gli anni in cui il dipendente presta l'attività vincolata all'ottenimento del diritto azionario, senza provocare squilibri contabili distorsivi nell'anno dell'effettivo esercizio dell'opzione.

⚠️ Indisponibilità della Riserva di Rivalutazione Derivati: L'art. 2426 c.c. stabilisce espressamente che gli utili derivanti dalla valutazione al fair value dei derivati iscritti a Conto Economico non possono essere distribuiti sotto forma di dividendi ai soci: alla destinazione dell'utile d'esercizio, la quota corrispondente a tali plusvalenze non realizzate deve essere obbligatoriamente accantonata in una riserva indisponibile del patrimonio netto fino all'effettivo realizzo finanziario.
📘 Glossario dei Termini Chiave — tocca ciascun termine per la definizione
Consulta i concetti e le definizioni fondamentali per padroneggiare la materia.
🔍 Fair Value (Valore Equo)
Il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione fra parti consapevoli e indipendenti.
🔍 Corso Secco vs Corso Tel-Quel
Il Corso Secco esprime il puro valore di capitale del titolo obbligazionario escludendo la quota di cedola maturata; il Corso Tel-Quel include invece i dietimi di interesse già maturati alla data di negoziazione.
🔍 Costo Ammortizzato
Criterio di valutazione ai sensi dell'OIC 20 calcolato sommando o sottraendo al valore iniziale l'ammortamento cumulato della differenza tra valore iniziale e valore a scadenza (scarti e costi accessori) usando il TIR.
🔍 P.A.C. (Piano di Accumulo del Capitale)
Modalità di sottoscrizione di quote di fondi comuni mediante versamenti periodici e costanti, che determina acquisti a prezzi unitari diversificati nel tempo.
🔍 Mark-to-Market
Metodo di valorizzazione contabile di uno strumento finanziario o derivato basato sul suo prezzo corrente di sostituzione o quotazione rilevata sui mercati regolamentati.
🔍 Perdita Durevole di Valore
Riduzione strutturale ed economica del valore di una partecipazione o immobilizzazione finanziaria che non si ritiene riassorbibile in un orizzonte temporale prevedibile.
🔍 Cash Flow Hedge
Copertura contabile designata per limitare l'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa generati da un'attività, passività o transazione programmata ad alto grado di probabilità.
🔍 Vesting Period
Periodo temporale contrattualmente previsto durante il quale il beneficiario di un piano di stock option deve prestare la propria attività lavorativa prima di poter esercitare le opzioni.
🧩 Applicazioni e Scenari Tipici
Contesti operativi reali e modalità pratiche di impiego per Scritture di chiusura: Valutazione degli investimenti in conto titoli — Fondamenti, Operatività & Best Practice.
Contesto OperativoUso pratico consigliato
Chiusura di Bilancio PMI con Liquidità in Titoli di StatoCalcolo rigoroso dei ratei attivi sui BTP al 31/12 e verifica dell'eventuale discesa sotto il prezzo di acquisto per i titoli detenuti nell'attivo circolante.
Holding Industriale con Partecipate in CrisiAnalisi di 'impairment test' civilistico OIC 21 sulle controllate in perdita continuativa e rilevazione a Conto Economico (D.19.a) delle svalutazioni durevoli deliberate.
Impresa Manifatturiera con Piani P.A.C. di TesoreriaRiconciliazione del totale quote cumulate al Costo Medio Ponderato rispetto al NAV finale della SGR con imputazione dell'eventuale fondo svalutazione.
Azienda con Mutuo Variabile Coperto da IRSRilevazione a fine anno del Fair Value dell'Interest Rate Swap a riserva di Patrimonio Netto (A.VII) previa redazione del test di efficacia della copertura OIC 32.
Scale-up con Piano di Stock Option per il ManagementImputazione pro-quota a Conto Economico del costo del personale e correlato incremento della Riserva indisponibile di Patrimonio Netto secondo il piano di vesting.
📌 Guida didattica certificata a cura di Marco Consiglio.
🎓 Esercitazioni pratiche
1
Valutazione Portafoglio Azionario Circolante e Principio di Prudenza
L'azienda Alfa detiene al 31/12 un portafoglio di trading composto da: Titolo A (1.000 azioni, costo storico € 15, valore al 31/12 € 18) e Titolo B (2.000 azioni, costo storico € 10, valore al 31/12 € 7). Lo studente deve redigere la matrice valutativa, argomentare l'applicazione dell'asimmetria del principio di prudenza (art. 2423-bis c.c.) e redigere la corretta scrittura contabile in partita doppia sul Libro Giornale.
⏱ 30 min📦 Prospetto contabile con schemi Dare/Avere e nota esplicativa per la Nota Integrativa💻 Individuale
2
Integrazione Cedola BTP e Riconciliazione Conto Titoli Bancario
L'azienda detiene nel portafoglio immobilizzato € 300.000 nominali di BTP 3,50% con stacco cedole semestrali il 1° maggio e il 1° novembre. Lo studente deve determinare l'esatto ammontare del rateo attivo maturato al 31 dicembre, evidenziare i calcoli matematico-finanziari basati sui giorni effettivi e comporre la scrittura contabile di assestamento a fine esercizio.
⏱ 25 min📦 Foglio di calcolo con conteggio dietimi e scrittura contabile a Libro Giornale💻 Individuale
3
Scritture di Assestamento per P.A.C. e Contratto IRS
La società Beta ha attivato a inizio anno un PAC aziendale versando 12 rate mensili da € 1.500 ciascuna, ottenendo 1.150 quote. Al 31/12 il NAV unitario è pari a € 14,20. Parallelamente detiene un derivato IRS a copertura di un mutuo con Mark-to-Market negativo di € 4.500 (copertura efficace). Lo studente deve verificare l'esito valutativo di entrambi gli investimenti ed eseguire le registrazioni contabili di chiusura.
⏱ 35 min📦 Report tecnico di chiusura con scritture in partita doppia per ambedue le posizioni💻 Individuale
× Zoom