Il settore non profit in Italia è un ecosistema vasto e dinamico, caratterizzato da una pluralità di enti che operano per finalità sociali, culturali, sportive, di ricerca e di solidarietà. Fino a pochi anni fa, la categoria delle ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale) rappresentava il fulcro di questo mondo, beneficiando di un regime fiscale agevolato. Tuttavia, con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, noto come Codice del Terzo Settore (CTS), il quadro normativo è stato profondamente riformato, introducendo la nuova macro-categoria degli Enti del Terzo Settore (ETS) e ridefinendo ruoli e adempimenti.
Comprendere questa evoluzione è fondamentale per qualsiasi professionista o operatore del settore. Le ONLUS, pur non potendo più essere costituite, continuano ad esistere in una fase transitoria, con l'obbligo di adeguarsi al CTS per iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e acquisire la qualifica di ETS. Gli ETS includono diverse tipologie, tra cui le Organizzazioni di Volontariato (ODV), le Associazioni di Promozione Sociale (APS), gli Enti Filantropici, le Imprese Sociali (incluse le Cooperative Sociali), le Reti Associative e le Società di Mutuo Soccorso. Ogni categoria ha requisiti specifici in termini di scopo, struttura organizzativa e modalità operative, che influenzano direttamente la loro gestione contabile e fiscale.
Accanto agli ETS, continuano a operare altre forme associative non profit, come le Associazioni di Categoria e le Associazioni non riconosciute. Le Associazioni di Categoria, pur avendo spesso finalità di rappresentanza e tutela degli interessi dei propri associati, possono svolgere attività commerciali connesse, che richiedono una contabilità più complessa e una chiara distinzione tra attività istituzionali e commerciali. Le Associazioni non riconosciute, invece, pur godendo di una maggiore flessibilità burocratica, presentano specificità in termini di autonomia patrimoniale e responsabilità degli amministratori, che impattano sulla gestione finanziaria e sulla rendicontazione.
La distinzione tra queste entità non è meramente formale, ma ha profonde ripercussioni sulla vita dell'ente. Ad esempio, l'iscrizione al RUNTS per gli ETS comporta l'accesso a benefici fiscali, la possibilità di accedere al 5 per mille e l'obbligo di redigere un bilancio secondo schemi specifici. Le Cooperative Sociali, pur essendo imprese, sono caratterizzate da una finalità mutualistica e sociale, con vincoli sulla distribuzione degli utili e specifici adempimenti contabili e fiscali legati alla loro natura ibrida. La loro contabilità deve riflettere sia gli aspetti tipici di un'impresa che quelli legati alla loro missione sociale.
È cruciale per gli operatori del settore acquisire una conoscenza approfondita di queste differenze per garantire la conformità normativa e ottimizzare la gestione. La scelta della forma giuridica più appropriata all'atto della costituzione, o la decisione di adeguarsi al CTS per gli enti preesistenti, è una decisione strategica che deve essere ponderata attentamente, considerando le finalità dell'ente, le risorse disponibili e gli obiettivi a lungo termine. La normativa è in continua evoluzione, e un aggiornamento costante è indispensabile per evitare sanzioni e massimizzare l'impatto sociale dell'organizzazione.
In sintesi, questa sezione pone le basi per comprendere il contesto in cui operano gli enti non profit, evidenziando la complessità e la diversità delle forme giuridiche e dei regimi applicabili. La corretta identificazione della tipologia di ente è il primo passo per impostare una contabilità adeguata e per navigare con successo nel panorama normativo e fiscale italiano.
| Parametro | ONLUS (vecchia normativa) | ODV (ETS) | APS (ETS) | Cooperativa Sociale (ETS) | Associazione non riconosciuta |
|---|---|---|---|---|---|
| Riferimento Normativo | D.Lgs. 460/97 | D.Lgs. 117/2017 (CTS) | D.Lgs. 117/2017 (CTS) | L. 381/91 e D.Lgs. 117/2017 | Art. 36 e ss. Codice Civile |
| Finalità Prevalente | Utilità sociale, beneficenza | Volontariato, solidarietà sociale | Promozione sociale, associativismo | Integrazione sociale, servizi alla persona | Scopi vari (culturali, sportivi, ricreativi) |
| Base Associativa | Indifferente | Prevalenza volontari | Prevalenza associati | Soci lavoratori e/o volontari | Associati |
| Iscrizione Registri | Anagrafe ONLUS (Agenzia Entrate) | RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) | RUNTS | Albo Cooperative, RUNTS | Nessun registro obbligatorio |
| Autonomia Patrimoniale | Perfetta (se riconosciuta) | Perfetta | Perfetta | Perfetta | Imperfetta |
| Regime Fiscale | Agevolato (IRES, IVA) | Agevolato (IRES, IVA, 5x1000) | Agevolato (IRES, IVA, 5x1000) | Agevolato (IRES, IVA, 5x1000) | Art. 148 TUIR (se applicabile) |
| Bilancio Obbligatorio | Rendiconto economico-finanziario | Bilancio d'esercizio (schemi CTS) | Bilancio d'esercizio (schemi CTS) | Bilancio d'esercizio (schemi CTS e CC) | Rendiconto per cassa (spesso) |
La costituzione di un ente non profit, sia esso un'Associazione, una Cooperativa Sociale o un altro tipo di ETS, è un processo che richiede attenzione e precisione fin dalle prime fasi. La scelta della forma giuridica è il primo passo cruciale, poiché da essa dipenderanno gli adempimenti successivi e il regime applicabile. Una volta definita la tipologia, il processo inizia con la redazione dell'atto costitutivo e dello statuto, i documenti fondanti che definiscono la missione, gli scopi, la struttura organizzativa, i diritti e i doveri degli associati o soci, e le regole di funzionamento dell'ente.
L'atto costitutivo è il documento che sancisce la nascita dell'ente, mentre lo statuto ne è la 'costituzione', contenente le norme che ne regolano la vita. Per gli ETS, lo statuto deve essere conforme alle disposizioni del Codice del Terzo Settore, pena la non iscrivibilità al RUNTS. È fondamentale che questi documenti siano redatti con cura, possibilmente con il supporto di un professionista, per evitare future problematiche legali e fiscali. Devono essere chiari e precisi riguardo alla denominazione, alla sede legale, alle finalità (esclusivamente non lucrative per gli ETS), all'assenza di scopo di lucro, alla devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento e alle modalità di ammissione ed esclusione dei soci.
Successivamente alla redazione, l'atto costitutivo e lo statuto devono essere registrati presso l'Agenzia delle Entrate. Questa registrazione conferisce data certa ai documenti e, per le associazioni riconosciute e le cooperative, è un passaggio obbligatorio per l'acquisizione della personalità giuridica. Contestualmente alla registrazione, o in un momento successivo, è necessario richiedere il codice fiscale dell'ente, indispensabile per qualsiasi operazione amministrativa e fiscale. La partita IVA, invece, è richiesta solo se l'ente intende svolgere attività commerciali in modo continuativo, anche se accessorie alle finalità istituzionali.
Per gli Enti del Terzo Settore, un passaggio fondamentale è l'iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Questa iscrizione è condizione necessaria per acquisire la qualifica di ETS e beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal CTS, inclusa la possibilità di accedere al 5 per mille. Il processo di iscrizione al RUNTS è telematico e richiede la verifica da parte degli uffici competenti della conformità statutaria e dei requisiti previsti. Per le Cooperative Sociali, oltre all'iscrizione al RUNTS, è obbligatoria l'iscrizione all'Albo delle Cooperative.
Una volta costituito e registrato, l'ente deve provvedere alla corretta tenuta dei libri sociali obbligatori. Questi includono il libro soci (o associati), il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell'assemblea, del consiglio direttivo (o organo amministrativo) e, se presente, dell'organo di controllo. Per gli ETS, il CTS prevede specifici obblighi di tenuta dei libri sociali, che devono essere aggiornati e conservati con diligenza. La corretta tenuta di questi registri è essenziale per garantire la trasparenza della gestione, la tracciabilità delle decisioni e la conformità alle normative vigenti. La loro assenza o irregolarità può comportare sanzioni e problematiche in caso di controlli.
Infine, la gestione amministrativa iniziale include anche l'apertura di un conto corrente bancario dedicato, la nomina degli organi sociali (presidente, consiglio direttivo, ecc.) e la definizione delle deleghe operative. È consigliabile fin da subito dotarsi di un regolamento interno che disciplini aspetti non trattati nello statuto, come le procedure per le spese, la gestione dei volontari o le modalità di comunicazione interna. Una buona organizzazione amministrativa fin dall'inizio è la chiave per una gestione efficiente e conforme nel tempo.
| Libro Sociale | Contenuto | Obbligatorietà (ETS) | Note |
|---|---|---|---|
| Libro degli Associati/Soci | Elenco dei soci, dati anagrafici, data di ammissione/recesso. | Sì | Essenziale per la gestione della base sociale e il diritto di voto. |
| Libro delle Adunanze e Deliberazioni dell'Assemblea | Verbali delle assemblee ordinarie e straordinarie, decisioni prese. | Sì | Documenta le decisioni più importanti dell'ente. |
| Libro delle Adunanze e Deliberazioni dell'Organo di Amministrazione (es. Consiglio Direttivo) | Verbali delle riunioni del consiglio, decisioni operative. | Sì | Traccia le decisioni gestionali e esecutive. |
| Libro delle Adunanze e Deliberazioni dell'Organo di Controllo (se presente) | Verbali delle riunioni del collegio sindacale o revisore unico. | Sì (se obbligatorio) | Documenta l'attività di vigilanza e controllo. |
| Libro dei Volontari (per ODV e APS con volontari) | Elenco dei volontari, attività svolte, copertura assicurativa. | Sì | Obbligatorio per la gestione dei volontari e la loro tutela. |
La contabilità degli enti non profit, pur basandosi sui principi fondamentali della contabilità generale, presenta specificità significative dovute alla loro natura non lucrativa e alle fonti di finanziamento. La scelta tra contabilità per cassa e contabilità per competenza è il primo bivio cruciale. La contabilità per cassa registra entrate e uscite nel momento in cui si verificano i movimenti finanziari (incassi e pagamenti), ed è spesso adottata da enti di piccole dimensioni o associazioni non riconosciute. La contabilità per competenza, invece, registra ricavi e costi nel momento in cui maturano economicamente, indipendentemente dal movimento finanziario, ed è obbligatoria per gli ETS di maggiori dimensioni e per le Cooperative Sociali, in quanto fornisce una rappresentazione più fedele della situazione economica e patrimoniale dell'ente.
Per gli Enti del Terzo Settore, il Codice del Terzo Settore (CTS) ha introdotto schemi di bilancio specifici, che includono lo Stato Patrimoniale, il Rendiconto Gestionale (che sostituisce il Conto Economico) e la Relazione di Missione. Questi schemi sono pensati per evidenziare non solo l'aspetto economico-finanziario, ma anche l'impatto sociale delle attività svolte. La contabilità deve essere in grado di supportare la redazione di questi documenti, garantendo la corretta classificazione delle voci.
Un elemento distintivo è la gestione dei fondi vincolati. Molti enti non profit ricevono donazioni o contributi destinati a specifici progetti o finalità. È imperativo che la contabilità sia in grado di tracciare l'utilizzo di questi fondi separatamente, per garantire la trasparenza e la conformità alle volontà dei donatori. Questo spesso si traduce nell'utilizzo di conti analitici o centri di costo dedicati.
Il piano dei conti di un ente non profit deve essere strutturato per riflettere le sue peculiarità. Oltre ai conti tipici di qualsiasi azienda (cassa, banca, fornitori, dipendenti, costi per servizi), devono essere previsti conti specifici per:
L'utilizzo del sistema della partita doppia è la base per una contabilità accurata. Ogni operazione viene registrata su almeno due conti, uno in Dare e uno in Avere, per un importo uguale, mantenendo l'equilibrio contabile. Ad esempio, l'incasso di una quota associativa comporterà una registrazione in Dare sul conto 'Banca' e in Avere sul conto 'Quote associative'. La comprensione di questo meccanismo è fondamentale per chiunque si occupi della contabilità di un ente non profit.
La rendicontazione, infine, non si limita al bilancio annuale. Molti enti devono produrre rendiconti intermedi per i finanziatori, report sull'utilizzo dei fondi o relazioni sull'impatto sociale. La contabilità deve essere flessibile e granulare per poter estrarre le informazioni necessarie per queste diverse esigenze.
| Operazione | Conto in Dare | Conto in Avere | Descrizione |
|---|---|---|---|
| Incasso Quota Associativa | Banca c/c | Quote Associative | Registrazione dell'incasso di una quota da un socio. |
| Ricezione Contributo Pubblico | Banca c/c | Contributi Pubblici | Registrazione del versamento di un contributo da un ente pubblico. |
| Pagamento Spesa di Missione | Costi di Missione (es. Spese Progetto X) | Banca c/c | Pagamento di una spesa direttamente collegata alle finalità istituzionali. |
| Pagamento Affitto Sede | Costi di Struttura (es. Fitti Passivi) | Banca c/c | Pagamento di una spesa generale per il funzionamento dell'ente. |
| Acquisto Materiale Ufficio | Costi di Struttura (es. Materiale di Consumo) | Fornitori | Acquisto di beni per l'amministrazione, da pagare. |
| Pagamento Fornitore | Fornitori | Banca c/c | Pagamento di una fattura precedentemente registrata. |
| Accantonamento Fondo Vincolato | Avanzo di Gestione | Fondi per Vincoli Specifici | Destinazione di parte dell'avanzo a un fondo con destinazione specifica. |
La gestione fiscale degli enti non profit è un ambito di particolare complessità, caratterizzato da un mix di esenzioni, agevolazioni e obblighi specifici che differiscono in base alla natura giuridica dell'ente e alle attività svolte. L'obiettivo primario è garantire la conformità alle normative, sfruttando al contempo le opportunità di risparmio fiscale previste per il settore.
Per gli Enti del Terzo Settore (ETS), il Codice del Terzo Settore (CTS) ha introdotto un regime fiscale di favore, che prevede, tra l'altro, l'esenzione dall'IRES per le attività istituzionali e per quelle connesse, purché svolte in conformità con le finalità statutarie e senza scopo di lucro. Le attività commerciali svolte dagli ETS, se strumentali e secondarie rispetto alle finalità istituzionali, possono beneficiare di un regime forfettario o di esenzioni IVA specifiche. È cruciale distinguere chiaramente tra attività istituzionali (non commerciali) e attività commerciali (anche se connesse), poiché solo le prime godono delle più ampie agevolazioni.
Per quanto riguarda l'IVA, gli ETS possono beneficiare di esenzioni per determinate prestazioni di servizi e cessioni di beni, in particolare quelle rese ai propri associati o a terzi in relazione alle finalità istituzionali. Tuttavia, se l'ente svolge attività commerciali rilevanti ai fini IVA, dovrà aprire la partita IVA e applicare le relative regole, con obblighi di fatturazione, registrazione e liquidazione periodica. La gestione dell'IVA è particolarmente delicata e richiede una chiara separazione contabile tra le diverse tipologie di attività.
Gli adempimenti dichiarativi includono la presentazione del Modello Redditi Enti Non Commerciali (ENC), anche se l'ente non ha prodotto redditi imponibili, per comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati relativi all'attività svolta. Se l'ente ha dipendenti o collaboratori, sarà obbligato a presentare il Modello 770 per la certificazione e la dichiarazione delle ritenute operate. Per le Cooperative Sociali, gli adempimenti sono simili a quelli delle imprese commerciali, con l'aggiunta delle specificità legate alla loro natura mutualistica.
Un'opportunità significativa per gli ETS è l'accesso al meccanismo del 5 per mille. Questo strumento consente ai contribuenti di destinare una quota dell'IRPEF a enti che svolgono attività di interesse sociale. Per potervi accedere, gli ETS devono iscriversi in appositi elenchi tenuti dall'Agenzia delle Entrate e, una volta ricevuti i fondi, sono tenuti a rendicontarne l'utilizzo in modo trasparente, pubblicando un apposito rendiconto sul proprio sito web o su quello della pubblica amministrazione di riferimento. La mancata o irregolare rendicontazione può comportare la revoca del beneficio.
L'IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un'altra imposta che può interessare gli enti non profit. Se l'ente si avvale in modo non occasionale di personale dipendente o assimilato, o se svolge attività commerciale, potrebbe essere soggetto all'IRAP. Anche in questo caso, la distinzione tra attività istituzionali e commerciali è fondamentale per determinare la base imponibile.
Infine, non vanno dimenticate le imposte locali come l'IMU e la TARI. Gli enti non profit possono beneficiare di esenzioni o riduzioni per gli immobili utilizzati esclusivamente per le proprie finalità istituzionali, ma è necessario verificare le specifiche normative comunali. La complessità del quadro fiscale richiede una pianificazione attenta e un monitoraggio costante delle normative, spesso soggette a interpretazioni e aggiornamenti.
| Adempimento Fiscale | Descrizione | Enti Coinvolti (esempi) | Scadenze Tipiche |
|---|---|---|---|
| Modello Redditi ENC | Dichiarazione annuale dei redditi per enti non commerciali. | Tutti gli ETS, Associazioni non riconosciute (se con redditi) | Entro il 30 novembre dell'anno successivo al periodo d'imposta. |
| Modello 770 | Dichiarazione dei sostituti d'imposta per ritenute operate. | Enti con dipendenti, collaboratori, professionisti. | Entro il 31 ottobre dell'anno successivo al periodo d'imposta. |
| Iscrizione 5 per mille | Richiesta di accesso al beneficio del 5 per mille. | ETS, ONLUS (in transizione), Associazioni Sportive Dilettantistiche. | Variabile, solitamente entro il termine di presentazione del Modello Redditi. |
| Rendicontazione 5 per mille | Pubblicazione del rendiconto sull'utilizzo dei fondi 5 per mille. | Enti beneficiari del 5 per mille. | Entro un anno dalla data di incasso delle somme. |
| Versamento IVA | Liquidazione e versamento periodico dell'IVA (se dovuta). | Enti con attività commerciali rilevanti ai fini IVA. | Mensile o trimestrale, a seconda del volume d'affari. |
| Versamento IRES | Pagamento dell'Imposta sul Reddito delle Società (se dovuta). | Enti con redditi commerciali non esenti. | Acconto e saldo, scadenze variabili. |
| Versamento IRAP | Pagamento dell'Imposta Regionale sulle Attività Produttive (se dovuta). | Enti con organizzazione autonoma e/o attività commerciale. | Acconto e saldo, scadenze variabili. |
La sostenibilità finanziaria è una delle sfide più grandi per gli enti non profit. A differenza delle imprese tradizionali, che generano profitti dalla vendita di beni e servizi, gli enti non profit dipendono spesso da un mix di fonti di finanziamento, tra cui donazioni, contributi pubblici, quote associative, proventi da attività commerciali connesse e, per gli ETS, il 5 per mille. Una gestione finanziaria efficace non si limita alla mera registrazione contabile, ma include la pianificazione, il controllo e la rendicontazione strategica.
Il fundraising è l'arte e la scienza di raccogliere fondi per sostenere la missione dell'organizzazione. Richiede una strategia ben definita che identifichi i potenziali donatori (individui, aziende, fondazioni, enti pubblici), i canali di raccolta (campagne dirette, eventi, crowdfunding, bandi) e le modalità di comunicazione. È fondamentale costruire relazioni di fiducia con i donatori, comunicando in modo trasparente l'utilizzo dei fondi e l'impatto generato. La diversificazione delle fonti di finanziamento è cruciale per ridurre la dipendenza da un'unica fonte e garantire maggiore stabilità.
Il budgeting è uno strumento indispensabile per la pianificazione finanziaria. La redazione di un budget preventivo annuale consente di stimare le entrate e le uscite, allocare le risorse in modo efficiente e definire gli obiettivi finanziari. Il budget deve essere realistico e allineato con la pianificazione strategica dell'ente. Il controllo di gestione, invece, consiste nel monitorare costantemente l'andamento economico-finanziario rispetto al budget, identificando eventuali scostamenti e adottando azioni correttive. Questo processo include l'analisi dei costi, la valutazione dell'efficienza delle attività e la misurazione delle performance.
La rendicontazione ai donatori e agli stakeholder è un aspetto etico e strategico fondamentale. Gli enti non profit hanno il dovere di dimostrare come i fondi raccolti vengano utilizzati e quali risultati siano stati raggiunti. Questo non solo rafforza la fiducia, ma può anche attrarre nuovi finanziamenti. La rendicontazione può assumere diverse forme, dai report annuali dettagliati ai bilanci sociali, che vanno oltre i dati finanziari per descrivere l'impatto sociale, ambientale e culturale dell'organizzazione. Per gli ETS, la redazione della Relazione di Missione è un obbligo che serve proprio a questo scopo.
La valutazione dell'impatto sociale è un processo sempre più richiesto e valorizzato. Misurare l'efficacia delle proprie azioni in termini di cambiamento sociale generato non è semplice, ma è essenziale per dimostrare il valore dell'ente e per orientare le future strategie. Questo può includere l'utilizzo di indicatori quantitativi e qualitativi, sondaggi, studi di caso e metodologie di valutazione partecipativa.
Infine, la gestione del patrimonio e dei fondi vincolati richiede una disciplina rigorosa. I fondi destinati a specifici progetti devono essere segregati e utilizzati esclusivamente per le finalità previste. Qualsiasi deviazione può compromettere la reputazione dell'ente e la sua conformità normativa. Un sistema di controllo interno robusto, con procedure chiare per l'autorizzazione delle spese, la gestione della cassa e la supervisione contabile, è indispensabile per prevenire frodi e garantire la corretta amministrazione delle risorse.
| Indicatore di Performance | Descrizione | Utilità per l'Ente |
|---|---|---|
| Rapporto Costi di Struttura/Costi Totali | Percentuale delle spese amministrative e generali sul totale delle uscite. | Misura l'efficienza operativa; un valore troppo alto può indicare inefficienze. |
| Rapporto Costi di Missione/Costi Totali | Percentuale delle spese direttamente connesse alle finalità istituzionali. | Indica quanto l'ente investe direttamente nella sua missione; un valore alto è positivo. |
| Tasso di Fidelizzazione Donatori | Percentuale di donatori che rinnovano il loro supporto nel tempo. | Misura l'efficacia delle strategie di relazione con i donatori. |
| Costo per Euro Raccolto | Costo medio sostenuto per raccogliere un euro di donazione. | Valuta l'efficienza delle campagne di fundraising. |
| Copertura Finanziaria (Liquidità) | Capacità dell'ente di coprire le spese correnti con le risorse disponibili. | Indica la solidità finanziaria a breve termine. |
| Indice di Indipendenza Finanziaria | Rapporto tra patrimonio netto e totale delle fonti di finanziamento. | Misura la capacità dell'ente di finanziarsi con risorse proprie. |
| Contesto Operativo | Uso pratico consigliato |
|---|---|
| Associazione Culturale di piccole dimensioni | Adozione della contabilità per cassa per semplificare gli adempimenti, con un rendiconto annuale che evidenzi entrate da quote associative e uscite per eventi. Monitoraggio del budget per ogni singolo evento. |
| Organizzazione di Volontariato (ODV) iscritta al RUNTS | Implementazione della contabilità per competenza con piano dei conti specifico per ETS. Gestione accurata dei fondi vincolati per progetti specifici e rendicontazione dettagliata per il 5 per mille. Redazione del bilancio d'esercizio secondo gli schemi CTS e della Relazione di Missione. |
| Cooperativa Sociale di tipo A (servizi alla persona) | Contabilità per competenza completa, con gestione della partita doppia e adempimenti fiscali tipici delle imprese (IVA, IRES, IRAP), ma con attenzione alle specificità mutualistiche e sociali. Redazione del bilancio secondo il Codice Civile e gli schemi CTS, con evidenza dei costi di missione e dei benefici per i soci lavoratori. |
| Associazione di Categoria con attività di formazione a pagamento | Separazione contabile tra attività istituzionali (non commerciali) e attività di formazione (commerciali). Apertura della partita IVA per le attività commerciali, con gestione separata dell'IVA e applicazione del regime fiscale più conveniente per le attività connesse. Rendicontazione chiara per evitare la perdita delle agevolazioni. |
| Ente Filantropico che eroga contributi a terzi | Gestione rigorosa dei fondi e delle erogazioni, con tracciabilità completa dei beneficiari e delle finalità. Contabilità per competenza e redazione di un bilancio che evidenzi la destinazione dei fondi e l'impatto delle erogazioni, oltre alla Relazione di Missione. |