Configurazione account e Onboarding
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
I primi minuti su una nuova piattaforma pubblicitaria
OpenAI Ads Manager è la piattaforma pubblicitaria di OpenAI, ancora in fase Beta al momento di questa guida. Come ogni strumento di advertising professionale, richiede una configurazione iniziale dell'account prima di poter creare la prima campagna: dati aziendali, valuta, fuso orario e — nelle aree successive — verifica di identità e dati di fatturazione.
La schermata di benvenuto
Al primo accesso, la piattaforma mostra un riepilogo dei passaggi necessari per configurare l'account inserzionista, spesso accompagnato da una promozione di benvenuto (un credito pubblicitario condizionato a una spesa minima entro un termine). I due passaggi richiesti in questa fase sono Parlaci della tua azienda e Aggiungi i dati del tuo account.
Parlaci della tua azienda
Il primo modulo raccoglie le informazioni di base sull'attività che intende pubblicizzarsi: ragione sociale e sito web aziendale. Questi dati vengono usati non solo a fini amministrativi, ma anche per contestualizzare gli strumenti successivi (ad esempio suggerimenti di annunci basati sul contenuto del sito).
Conferma dei dettagli dell'account
Il secondo modulo fissa tre parametri che, come segnalato esplicitamente dall'interfaccia, non potranno essere modificati in seguito senza una procedura dedicata: il paese, la valuta di fatturazione e il fuso orario di riferimento per la reportistica delle campagne. Vale la pena verificarli con attenzione prima di confermare, invece di dare per scontati i valori proposti automaticamente.
Confermando con Crea account inserzionista, l'utente accetta implicitamente i Termini promozionali e conferma di aver letto l'Informativa sulla privacy collegate — un passaggio che, come in qualunque piattaforma pubblicitaria, comporta implicazioni contrattuali reali e non va confermato meccanicamente.
Perché paese, valuta e fuso orario sono bloccati
Bloccare questi tre parametri dopo la creazione dell'account ha una logica tecnica precisa: budget, fatturazione e reportistica delle campagne si basano su questi valori fin dal primo euro speso. Cambiarli a metà percorso comprometterebbe la coerenza storica dei dati — la stessa ragione per cui, in tanti altri sistemi gestionali, l'anagrafica fiscale di un'azienda non si modifica con leggerezza.
Un consiglio pratico
Prima di avviare l'onboarding, conviene avere già pronte a portata di mano: il nome legale esatto dell'azienda, l'URL del sito web principale (non una landing page temporanea), e la certezza sul paese fiscale di fatturazione. Sono le tre informazioni che, se inserite in fretta o approssimativamente, richiedono più tempo da correggere dopo che da verificare prima.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Account con promozione di benvenuto
Include un credito pubblicitario condizionato al raggiungimento di una soglia di spesa entro un termine definito, applicato automaticamente in fase di onboarding.
Account senza promozione
Configurazione standard priva di incentivi iniziali, stesso identico flusso di configurazione dati.
Dati aziendali
Ragione sociale e sito web: informazioni pubbliche/amministrative usate anche per contestualizzare suggerimenti successivi della piattaforma.
Dati account bloccati
Paese, valuta e fuso orario: impostazioni fondanti per budget e reportistica, non modificabili con leggerezza dopo la creazione.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Prepara i dati prima di iniziare
Prima di aprire l'onboarding, scrivi su un foglio: ragione sociale esatta, URL del sito principale, paese di fatturazione, valuta attesa. Confronta poi questi dati con quelli che la piattaforma propone automaticamente: sono corretti?
Esercizio 2 — Leggi le condizioni della promozione
Se il tuo account mostra una promozione di benvenuto, individua con precisione: la soglia di spesa richiesta, il termine entro cui raggiungerla, il valore del credito che riceverai. Sapresti spiegarle a un collega in due frasi?
Esercizio 3 — Il test dell'irreversibilità
Prima di confermare "Crea account inserzionista", rileggi l'avviso sui dati bloccati. Elenca concretamente cosa succederebbe al tuo lavoro se tra tre mesi dovessi cambiare paese di fatturazione: che impatto avrebbe su budget e reportistica storica?
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Verifica identità e Business Details
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Perché una piattaforma pubblicitaria chiede di verificarti
Chi paga per mostrare annunci a milioni di persone deve essere identificabile: è una misura standard contro frodi pubblicitarie, riciclaggio e contenuti illegali, presente in ogni grande piattaforma ads. OpenAI Ads Manager non fa eccezione, e la verifica si articola su più livelli — tipo di inserzionista, numero di telefono, identità del business — prima che un account possa spendere liberamente.
Tipo di inserzionista
Il primo bivio è dichiarare se l'account rappresenta un'Azienda o un Privato. Questa scelta non è cosmetica: cambia il tipo di verifica richiesta a valle (documenti fiscali aziendali contro identità personale) e le opzioni di fatturazione disponibili. L'interfaccia segnala esplicitamente che modificare questo tipo in seguito richiede una nuova verifica.
Verifica del numero di telefono
Indipendentemente dal tipo di inserzionista, la piattaforma richiede la verifica di un numero di telefono valido tramite codice SMS, prima di avviare la verifica di identità più approfondita. È un passaggio rapido ma bloccante: senza numero verificato non si procede oltre.
Verifica del business: partita IVA o EIN
Per gli account di tipo Azienda, la piattaforma richiede prova dell'esistenza legale del business. Nei mercati statunitensi questo significa tipicamente un EIN (Employer Identification Number); in altri paesi l'equivalente locale (in Italia, la partita IVA). Il processo prevede un'opzione di avvio rapido e una verifica sicura del profilo aziendale.
Business Details: il modulo completo
Completata la parte introduttiva, il modulo Business Details raccoglie i dati fiscali e legali completi: tipo di registrazione, codice fiscale, numero di partita IVA, sito web aziendale, settore di attività, indirizzo fisico (con opzione di ricerca automatica o inserimento manuale) e indirizzo legale registrato.
In attesa di approvazione
Dopo l'invio della documentazione, l'account entra in stato Application in review: la piattaforma esamina manualmente o automaticamente i dati forniti prima di sbloccare la piena operatività. È normale attendere qualche giorno lavorativo in questa fase, e l'interfaccia lo comunica esplicitamente invece di lasciare l'utente nell'incertezza.
Cosa preparare prima di iniziare la verifica
Per evitare rifiuti o richieste di integrazione che allungano i tempi, conviene avere già pronti: la ragione sociale esatta come risulta dai documenti fiscali, il numero di partita IVA o EIN corretto, un indirizzo legale verificabile (non una semplice sede operativa se diversa da quella legale), e un sito web aziendale coerente con l'attività dichiarata.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Inserzionista Azienda
Richiede verifica fiscale completa (EIN o partita IVA), Business Details estesi, adatto a chi pubblicizza un'attività commerciale.
Inserzionista Privato
Percorso di verifica più snello, orientato all'identità personale piuttosto che a documenti fiscali aziendali.
Verifica con EIN (o equivalente locale)
Percorso standard per business già registrati con documentazione fiscale disponibile.
Avvio rapido senza EIN
Percorso alternativo per chi non ha ancora un EIN, con revisione del profilo aziendale in modalità sicura.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Azienda o Privato: la scelta giusta
Descrivi in due scenari diversi (un libero professionista che promuove sé stesso, una startup che promuove un prodotto) quale tipo di inserzionista sceglieresti e perché, considerando le implicazioni sulla verifica successiva.
Esercizio 2 — Prepara un dossier di verifica
Elenca, come se dovessi verificare un'azienda reale, tutti i documenti e dati che ti servirebbero pronti prima di iniziare: partita IVA, ragione sociale esatta, indirizzo legale, sito web. Verifica che siano tutti coerenti tra loro.
Esercizio 3 — Gestire l'attesa della revisione
Immagina che la tua candidatura sia in stato "Application in review" da tre giorni lavorativi. Cosa faresti nel frattempo per non perdere tempo: quali altre configurazioni della piattaforma potresti preparare in parallelo, sapendo che alcune richiedono l'account già approvato?
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Fatturazione e Team
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Come si paga e chi può lavorare sull'account
Dopo aver stabilito chi è l'inserzionista, restano due configurazioni pratiche ma essenziali prima di poter spendere budget reale: il profilo di fatturazione (come e dove arrivano le fatture) e la gestione del team (chi altro, oltre al titolare dell'account, può intervenire sulle campagne).
Configurare il profilo di fatturazione
Il modulo di fatturazione richiede i dati della carta di pagamento — numero, data di scadenza, codice di sicurezza — insieme a un indirizzo email dedicato all'invio delle fatture. È buona pratica usare un indirizzo email amministrativo (contabilità, fatturazione) piuttosto che quello personale del primo utente che configura l'account, così che le fatture non si perdano quando cambia chi gestisce le campagne.
L'interfaccia permette anche di indicare un secondo indirizzo email di contatto amministrativo, separato da quello di fatturazione — utile quando in azienda le due funzioni (chi riceve le fatture e chi gestisce operativamente l'account pubblicitario) sono persone diverse.
Invitare membri del team
Raramente un account pubblicitario resta gestito da una sola persona: agenzie, reparti marketing e team interni hanno bisogno di condividere l'accesso. Il modulo Invita i membri del team permette di aggiungere collaboratori tramite email, assegnando loro un ruolo che ne determina i permessi.
Perché i ruoli contano
Assegnare un ruolo appropriato a ogni collaboratore non è solo una questione organizzativa: è anche una misura di sicurezza. Non tutti i membri del team hanno bisogno di poter modificare i dati di fatturazione o invitare a loro volta nuove persone — limitare i permessi al necessario riduce il rischio di errori costosi (come una modifica accidentale al budget di una campagna attiva) e di accessi non autorizzati ai dati finanziari dell'account.
Un flusso di lavoro sensato
L'ordine pratico consigliato è: completare prima la verifica di identità e business (Area 2), poi configurare la fatturazione con dati corretti e verificati, infine invitare i collaboratori con il ruolo minimo necessario per il loro lavoro quotidiano — aggiungendo permessi più ampi solo a chi ne ha davvero bisogno, non per comodità iniziale.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Profilo di fatturazione base
Carta di pagamento e singolo indirizzo email per fatture e comunicazioni amministrative.
Profilo di fatturazione con contatti separati
Indirizzo email per le fatture distinto dal contatto amministrativo, utile in strutture organizzative più articolate.
Membro del team con ruolo standard
Accesso operativo alle campagne senza permessi di gestione della fatturazione o degli inviti.
Membro del team con ruolo esteso
Permessi più ampi, tipicamente riservati a chi ha responsabilità dirette sull'account nel suo complesso.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Due indirizzi, due funzioni
Immagina un'azienda dove l'ufficio contabilità riceve le fatture e il reparto marketing gestisce le campagne. Configura (concettualmente) il profilo di fatturazione con email separate per le due funzioni, motivando la scelta.
Esercizio 2 — Chi invitare e con che ruolo
Elenca tre figure tipiche che potrebbero lavorare su un account pubblicitario aziendale (es. social media manager, responsabile marketing, consulente esterno) e assegna a ciascuna il livello di permesso che ritieni più sensato, spiegando il perché.
Esercizio 3 — Il principio del permesso minimo
Descrivi un caso concreto in cui assegnare un ruolo troppo ampio a un collaboratore potrebbe causare un problema reale (es. modifica accidentale del budget, accesso ai dati della carta di credito). Come lo eviteresti in fase di invito?
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Interfaccia e Dashboard
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Dove appaiono davvero gli annunci
Prima di esplorare l'interfaccia, vale la pena chiarire un punto che cambia la prospettiva su tutto il resto: gli annunci creati con OpenAI Ads Manager vengono pubblicati su ChatGPT. Non è una piattaforma di advertising generica collegata a una rete di siti terzi, ma lo strumento con cui i brand raggiungono gli utenti direttamente nell'esperienza conversazionale di ChatGPT. Questo spiega buona parte delle scelte di targeting e formato che si incontrano più avanti nel corso.
La struttura del menu laterale
Il menu laterale di Ads Manager è organizzato in cinque sezioni principali: Panoramica (la dashboard di apertura), Campagne (l'elenco e la gestione operativa), Strumenti (un gruppo che raccoglie Conversioni, Feed, Cronologia delle modifiche, Segmenti di pubblico), Fatturazione (a sua volta suddivisa in Panoramica, Attività, Documenti, Impostazioni) e Impostazioni generali dell'account.
La Panoramica: il punto di partenza quotidiano
La sezione Panoramica è la prima schermata che si incontra dopo il login, pensata per orientare rapidamente l'utente verso le azioni più utili in quel momento. Il blocco Attività propone in forma di scheda i passi successivi consigliati — ad esempio completare la fatturazione per attivare una promozione, creare la prima campagna, o configurare le conversioni per misurare i risultati — ciascuno con una call to action diretta.
Sotto le schede Attività, la sezione Andamento delle prestazioni mostra un cruscotto di metriche — Spesa, Impression, Clic, CPC — filtrabile per segmento di pubblico, per campagna specifica o per tutte le campagne insieme, con intervalli temporali predefiniti (7, 14, 30 giorni) o un intervallo personalizzato. Su un account appena creato, senza campagne attive, il grafico resta vuoto: è normale, non un malfunzionamento.
Impostazioni: gestione degli utenti
All'interno delle Impostazioni, la sezione Utenti mostra l'elenco di chi ha accesso all'account, con il conteggio di utenti totali, utenti amministratori e utenti invitati non ancora attivi, oltre al ruolo e alla data di aggiunta di ciascuno. È qui che si torna, dopo l'invito iniziale visto nell'area precedente, per gestire nel tempo chi fa parte del team.
Un avviso che vale la pena notare
Diverse schermate dell'interfaccia, prima che l'account sia completamente configurato, mostrano banner di avviso simili a quello visibile nella pagina Utenti: un promemoria che gli annunci non possono essere pubblicati finché mancano passaggi obbligatori come la fatturazione o il logo dell'account. È un buon esempio di interfaccia che guida attivamente l'utente verso la piena operatività, invece di lasciarlo scoprire da solo perché una campagna non parte.
Orientarsi per la prima volta
Per chi apre Ads Manager per la prima volta, il percorso naturale è: dare un'occhiata alla Panoramica per capire cosa manca ancora, seguire le schede Attività nell'ordine proposto (in genere fatturazione prima, poi prima campagna), e tenere a mente che Strumenti e Fatturazione nel menu laterale nascondono funzionalità che si esploreranno nelle aree successive del corso.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Panoramica (Overview)
Dashboard di apertura con azioni consigliate e riepilogo prestazioni, pensata per orientare rapidamente l'utente.
Campagne
Sezione per l'elenco e la gestione operativa di tutte le campagne pubblicitarie create.
Strumenti
Gruppo di funzionalità di supporto: Conversioni, Feed, Cronologia delle modifiche, Segmenti di pubblico.
Fatturazione
Sezione articolata in Panoramica, Attività, Documenti, Impostazioni — tutto ciò che riguarda pagamenti e crediti.
Impostazioni generali
Configurazioni dell'account nel suo complesso, inclusa la gestione degli utenti con accesso.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — La mappa del menu
Disegna (anche solo a parole) una mappa delle cinque sezioni principali del menu laterale e delle sottosezioni che contengono, in particolare quelle di Strumenti e Fatturazione. Ti aiuterà a orientarti rapidamente nelle aree successive del corso.
Esercizio 2 — Interpretare la Panoramica
Su un account appena creato, apri la Panoramica e individua: quale scheda Attività è marcata come obbligatoria, quali metriche compaiono nella sezione Andamento delle prestazioni, e perché probabilmente sono vuote.
Esercizio 3 — Gestione utenti nel tempo
Immagina di dover fare un audit trimestrale del tuo account: quali informazioni della pagina Utenti (Impostazioni) controlleresti per verificare che l'accesso sia ancora appropriato per ogni collaboratore?
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Chiavi API
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Quando l'interfaccia grafica non basta
Per chi gestisce poche campagne, l'interfaccia web di Ads Manager è sufficiente. Ma per agenzie che gestiscono decine di account, o per team tecnici che vogliono automatizzare la creazione di campagne o l'invio di dati di conversione, serve un accesso programmatico: le chiavi API sono la porta d'ingresso a questo livello di controllo.
Due API, due scopi distinti
OpenAI Ads Manager distingue chiaramente due API con finalità diverse, ciascuna con le proprie chiavi: l'Ads Management API, che consente di creare, leggere e modificare campagne, gruppi di annunci e annunci in modo programmatico, e la Conversions API, dedicata esclusivamente all'invio di eventi di conversione dal proprio sistema verso la piattaforma.
Creare una chiave per l'Ads Management API
Il dialogo "Crea una nuova chiave API" chiarisce fin da subito l'ambito della chiave che si sta per generare: le chiavi create da qui consentono l'accesso solo all'API di gestione degli annunci, non agli eventi di conversione. Basta assegnare un nome riconoscibile alla chiave — utile quando in futuro se ne avranno diverse, magari una per ogni sistema esterno collegato.
Perché le due API sono separate
La separazione tra chiavi di gestione e chiavi di conversione non è burocrazia: riflette un principio di sicurezza per cui strumenti diversi ricevono accessi diversi. Un sistema che deve solo inviare eventi di conversione (ad esempio il server di un e-commerce che segnala un acquisto completato) non ha alcun bisogno di poter modificare budget o creare campagne — e non dovrebbe avere una chiave che glielo permetta, nel caso venisse compromessa.
Dove si gestiscono le chiavi di conversione
Il dialogo stesso rimanda, con un link diretto, alla sezione dedicata alla gestione delle chiavi di conversione — segno che le due funzionalità, pur distinte, sono pensate per essere raggiunte facilmente l'una dall'altra quando un tecnico sta configurando l'integrazione completa tra il proprio sistema e la piattaforma pubblicitaria.
Chi dovrebbe occuparsi delle chiavi API
La generazione e la gestione delle chiavi API è tipicamente compito di chi ha competenze tecniche — uno sviluppatore, un team di integrazione — non del marketer che gestisce quotidianamente le campagne dall'interfaccia grafica. Per questo, coerentemente con quanto visto nell'area sulla gestione del team, l'accesso alla creazione di chiavi API dovrebbe essere riservato a ruoli con i permessi appropriati.
Buone pratiche essenziali
Come per qualsiasi chiave API di qualunque servizio, valgono alcune regole basilari: non condividerla mai in codice pubblico o repository non protetti, usare nomi descrittivi per distinguere a colpo d'occhio a cosa serve ciascuna chiave, e revocare tempestivamente le chiavi non più utilizzate — specialmente quando un collaboratore che le aveva generate lascia il team.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Chiave Ads Management API
Permette di creare, leggere e modificare campagne, gruppi di annunci e annunci in modo programmatico.
Chiave Conversions API
Dedicata esclusivamente all'invio di eventi di conversione dal proprio sistema verso la piattaforma, gestita separatamente.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Quale API ti serve davvero
Descrivi due scenari distinti: un'agenzia che vuole creare automaticamente cento campagne simili per clienti diversi, e un e-commerce che vuole segnalare gli acquisti completati alla piattaforma. Quale API userebbe ciascuno, e perché?
Esercizio 2 — Un nome che racconta lo scopo
Immagina di dover creare tre chiavi API per tre integrazioni diverse (un CRM, uno script di reportistica interna, un sistema di e-commerce). Scrivi un nome per ciascuna chiave che permetta, tra un anno, di capire immediatamente a cosa serviva.
Esercizio 3 — Il principio del minimo privilegio applicato alle API
Spiega con parole tue perché un server che deve solo inviare eventi di conversione non dovrebbe mai ricevere una chiave con permessi di gestione delle campagne, collegando questo principio a quanto visto nell'area sui ruoli del team.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Fonti di dati e Pixel
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Sapere cosa succede dopo il clic
Creare una campagna e ottenere clic è solo metà del lavoro: senza sapere cosa succede dopo che un utente arriva sul sito — se compra, si registra, richiede un preventivo — non è possibile capire se una campagna sta davvero funzionando. Le fonti di dati, e in particolare il Pixel, sono lo strumento che collega il sito web esterno alla piattaforma pubblicitaria per chiudere questo cerchio.
Il percorso in quattro passi
La sezione Conversioni, quando non è ancora stata configurata, riassume chiaramente il percorso completo da seguire: creare una fonte di dati, creare un evento di conversione, implementare e registrare l'evento, infine collegare l'evento a una campagna. È una sequenza logica che vale la pena tenere a mente prima di iniziare, perché ogni passo dipende dal precedente.
Creare una fonte di dati
Il primo passo è creare una fonte di dati, identificata da un nome scelto liberamente (ad esempio il nome del sito o del progetto a cui si riferisce). Un dettaglio tecnico rilevante, spiegato direttamente nel dialogo di creazione, riguarda la corrispondenza avanzata automatica: il sistema rileva le informazioni dei clienti supportate sul sito web, le normalizza e le sottopone ad hashing sicuro direttamente nel browser, senza richiedere modifiche all'implementazione del Pixel.
Confermando la creazione, si accetta implicitamente anche il collegamento ai Termini di conversione della piattaforma — un altro promemoria che questi strumenti, per quanto tecnici, comportano comunque un impegno formale.
Configurare il Pixel: ID e codice
Una volta creata la fonte di dati, la piattaforma genera un ID pixel univoco e un codice di configurazione — uno snippet JavaScript da installare nella sezione head HTML del sito, preferibilmente vicino all'inizio della pagina. L'interfaccia specifica un dettaglio tecnico importante: va installato un solo script di configurazione del Pixel per pagina, per evitare tracciamenti duplicati o conflitti.
Dopo l'installazione: verificare il flusso di eventi
Una volta installato lo script, l'interfaccia offre due strade: Visualizza flusso di eventi, per controllare in tempo reale se il Pixel sta effettivamente ricevendo segnali dal sito, oppure procedere direttamente al passo successivo con Avanti: crea evento di conversione — argomento della prossima area del corso.
Chi dovrebbe installare il Pixel
Come per le chiavi API, l'installazione tecnica del Pixel è compito di chi ha accesso al codice del sito web — uno sviluppatore, un webmaster, o chi gestisce la piattaforma e-commerce. Il marketer che ha creato la fonte di dati dovrà quasi sempre coordinarsi con questa figura per completare l'installazione, e verificare insieme il flusso di eventi prima di considerare il lavoro concluso.
Perché la corrispondenza avanzata automatica conta
La corrispondenza avanzata automatica è una funzione pensata per migliorare la qualità dell'attribuzione delle conversioni: più il sistema riesce a collegare in modo affidabile un evento di conversione a un utente che ha visto o cliccato un annuncio, più le statistiche di campagna risultano accurate. Il fatto che l'hashing avvenga direttamente nel browser, prima dell'invio, è anche una scelta rilevante per la protezione dei dati personali dei clienti.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Fonte di dati (Pixel)
L'entità che rappresenta la connessione tra un sito web e la piattaforma, identificata da un nome e da un ID pixel univoco.
Codice di configurazione
Lo script JavaScript da installare nell'head HTML del sito, un'unica volta per pagina, che attiva la raccolta dati del Pixel.
Corrispondenza avanzata automatica
Funzione che rileva e normalizza le informazioni dei clienti supportate sul sito, sottoponendole ad hashing sicuro nel browser per migliorare l'attribuzione.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Ripercorri i quattro passi
Senza guardare la guida, prova a elencare a memoria i quattro passi del percorso di configurazione delle conversioni. Poi confrontali con quanto scritto: quale passo ricordavi meno bene?
Esercizio 2 — Un nome utile per la fonte dati
Immagina di gestire le campagne per tre clienti diversi con altrettanti siti web. Che nome daresti a ciascuna fonte di dati per non confonderle mai, nemmeno dopo un anno?
Esercizio 3 — Coordinarsi con lo sviluppatore
Scrivi, come se dovessi davvero inviarlo, un breve messaggio a uno sviluppatore che deve installare il codice di configurazione del Pixel sul sito. Includi l'informazione più importante da non dimenticare (un solo script per pagina) e cosa verificare dopo l'installazione.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Eventi di conversione
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Definire cosa conta come successo
Con la fonte di dati e il Pixel installati (vista nell'area precedente), la piattaforma è tecnicamente pronta a ricevere segnali dal sito. Manca però un passaggio concettuale prima che quei segnali diventino utili: bisogna definire quale azione specifica, tra tutte quelle possibili su un sito, rappresenta un vero successo per l'attività — un evento di conversione.
Creare una conversione personalizzata
Il dialogo "Crea conversione personalizzata" collega due elementi: la fonte di dati da cui arriva il segnale (il Pixel configurato in precedenza) e l'evento base che si vuole monitorare come conversione — selezionato da un elenco predefinito di azioni comuni.
Il catalogo degli eventi base
L'elenco degli eventi base copre gran parte dei casi d'uso tipici del commercio digitale e della generazione di contatti: App installata, App aperta, Appuntamento programmato, Checkout avviato, Contenuti visualizzati, Articoli aggiunti, Lead creato, Ordine creato, Pagina visualizzata, Registrazione completata, Abbonamento creato, Prova iniziata. Scegliere l'evento giusto significa allineare la misurazione a ciò che davvero conta per il business — un e-commerce guarderà probabilmente a "Ordine creato", un servizio B2B a "Lead creato" o "Appuntamento programmato".
Usare l'evento in una campagna
Una volta creato, l'evento di conversione diventa selezionabile direttamente in fase di creazione di una campagna. Il selettore mostra sia il nome dell'evento sia, in trasparenza, da quale evento base e fonte dati proviene — un dettaglio utile quando nel tempo si accumulano più eventi simili collegati a fonti diverse.
Il dialogo mostra anche un promemoria importante sul modello di fatturazione: "Fatturazione in base alle impressioni — continueremo a ottimizzare la tua campagna per le conversioni". Significa che, anche quando l'obiettivo dichiarato è la conversione, l'addebito effettivo avviene per impressione mostrata, mentre l'algoritmo della piattaforma ottimizza la distribuzione degli annunci verso gli utenti più propensi a generare l'evento scelto.
Creare una nuova conversione al volo
Il selettore dell'evento di conversione, dentro il flusso di creazione campagna, include anche un'opzione "Crea nuova conversione" — utile per chi si accorge solo in quel momento di non avere ancora l'evento giusto configurato, senza dover interrompere il lavoro e tornare indietro alla sezione Conversioni.
Un evento per ogni fase del funnel
Un errore comune è monitorare un solo evento di conversione per l'intero percorso cliente. In realtà, avere eventi distinti per fasi diverse — ad esempio "Checkout avviato" e "Ordine creato" per lo stesso e-commerce — permette di capire non solo quante conversioni finali si ottengono, ma anche dove nel percorso gli utenti abbandonano, un'informazione preziosa per ottimizzare sia il sito sia le campagne.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Eventi di acquisizione
App installata, App aperta, Registrazione completata: misurano l'ingresso di un nuovo utente nell'ecosistema del brand.
Eventi di intenzione commerciale
Contenuti visualizzati, Articoli aggiunti, Checkout avviato: segnalano un interesse crescente prima della conversione finale.
Eventi di conversione finale
Ordine creato, Lead creato, Abbonamento creato: rappresentano il vero obiettivo di business della campagna.
Eventi di servizio
Appuntamento programmato, Prova iniziata: tipici di modelli di business orientati ai servizi piuttosto che alla vendita diretta.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Scegliere l'evento giusto per tre business diversi
Per ciascuno di questi tre casi, indica quale evento base sceglieresti come conversione principale: un negozio online di abbigliamento, uno studio legale che raccoglie richieste di consulenza, un'app di fitness in abbonamento.
Esercizio 2 — Mappare un funnel a più eventi
Per un e-commerce, elenca in ordine logico almeno tre eventi del catalogo che rappresentano fasi progressive del percorso cliente, dal primo interesse all'acquisto completato.
Esercizio 3 — Spiegare la fatturazione a impressione
Un collega ti chiede: "Se pago per le impressioni, perché la piattaforma mi chiede di scegliere un evento di conversione?" Scrivi una risposta chiara in tre frasi che spieghi la relazione tra addebito e ottimizzazione.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Feed prodotti
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Quando gli annunci sono un intero catalogo, non un solo messaggio
Le aree precedenti hanno riguardato campagne con un messaggio pubblicitario unico. Ma chi vende decine, centinaia o migliaia di prodotti ha un'esigenza diversa: mostrare automaticamente l'articolo giusto alla persona giusta, senza costruire un annuncio manuale per ogni referenza. È il compito del feed di prodotti, il catalogo strutturato che alimenta questo tipo di pubblicità dinamica.
Aggiungere un nuovo feed
Il dialogo "Aggiungi un nuovo feed di prodotti" richiede innanzitutto un nome visualizzato — un'etichetta interna per riconoscere il feed, specialmente quando un'azienda ne gestisce più di uno (ad esempio per linee di prodotto o mercati diversi). Subito dopo chiede di scegliere come verranno inviati i dati dei prodotti, una decisione che apre un pannello di configurazione dedicato subito dopo la creazione del feed.
I tre metodi di invio
La piattaforma distingue chiaramente tre modalità, ciascuna pensata per un profilo di utente diverso. Carica CSV o TXT è indicata per iniziare rapidamente o per aggiornamenti manuali occasionali: si carica un file una volta, e va ricaricato manualmente quando il catalogo cambia. URL ospitato è pensata per chi ha già un catalogo prodotti disponibile a un indirizzo HTTPS pubblico, che la piattaforma può richiamare periodicamente. Connessione SFTP è la scelta per team tecnici che vogliono un caricamento automatizzato da server a server, senza intervento manuale.
Scegliere il metodo giusto
La scelta tra i tre metodi non è solo tecnica: riflette quanto spesso cambia il catalogo e quante risorse tecniche sono disponibili per mantenerlo aggiornato. Un piccolo negozio con un catalogo stabile di poche decine di articoli può convivere serenamente con un caricamento CSV manuale ogni tanto; un e-commerce con migliaia di referenze e prezzi che cambiano quotidianamente ha bisogno di URL ospitato o SFTP per evitare che gli annunci mostrino dati obsoleti (prodotti esauriti, prezzi scaduti).
Un avviso da non sottovalutare
L'interfaccia specifica che "i tuoi articoli saranno idonei solo per gli annunci" — un promemoria che il caricamento del feed non è sufficiente da solo: gli articoli devono comunque rispettare i requisiti e le policy pubblicitarie della piattaforma per poter effettivamente comparire in una campagna, non basta che siano tecnicamente presenti nel file caricato.
Come si collega il feed a una campagna
Un feed prodotti, una volta creato e popolato, diventa la base per campagne di tipo catalogo, dove ogni annuncio si genera automaticamente combinando immagine, titolo, prezzo e link del singolo prodotto secondo un template grafico definito una sola volta — lo stesso meccanismo, concettualmente, delle campagne dinamiche viste in altre piattaforme pubblicitarie, applicato qui all'interno dell'esperienza ChatGPT.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Carica CSV o TXT
Caricamento manuale di un file, ideale per iniziare o per cataloghi che cambiano raramente.
URL ospitato
Il catalogo resta pubblicato a un indirizzo HTTPS che la piattaforma richiama periodicamente, senza intervento manuale ripetuto.
Connessione SFTP
Caricamento automatizzato da server a server, pensato per team tecnici con esigenze di aggiornamento frequente e strutturato.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Scegliere il metodo giusto per tre scenari
Per ciascuno di questi casi, indica quale dei tre metodi di invio sceglieresti e perché: un artigiano con 15 prodotti che cambiano raramente, un negozio online con 500 articoli e prezzi aggiornati settimanalmente da un gestionale, una grande catena con un sistema IT dedicato e migliaia di SKU aggiornati ogni ora.
Esercizio 2 — I rischi di un feed non aggiornato
Immagina un e-commerce che usa il caricamento manuale CSV ma dimentica di aggiornarlo per un mese, durante il quale metà del catalogo va esaurito. Elenca almeno due conseguenze pratiche di questa disattenzione sulle campagne pubblicitarie attive.
Esercizio 3 — Nominare feed multipli
Un'azienda vende sia abbigliamento sia accessori, con due cataloghi distinti da gestire come feed separati. Proponi due nomi visualizzati chiari che evitino qualsiasi possibilità di confonderli tra loro.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Segmenti di pubblico
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Parlare a chi ti conosce già
Fin qui il corso ha riguardato come misurare cosa succede dopo un annuncio (conversioni) e come mostrare automaticamente un catalogo (feed prodotti). I segmenti di pubblico affrontano un problema diverso: come raggiungere, all'interno di ChatGPT, persone che l'azienda già conosce — clienti esistenti, iscritti a una newsletter, utenti di un'app — invece di rivolgersi solo a un pubblico anonimo definito da interessi o dati demografici.
La sezione Segmenti di pubblico
Prima di creare un pubblico, la sezione dedicata (raggiungibile da Strumenti nel menu laterale) mostra uno stato vuoto che riassume lo scopo della funzione: caricare email e numeri di telefono da usare come filtri di pubblico per le campagne.
Creare un pubblico personalizzato
Il dialogo "Crea pubblico" specifica con precisione i formati accettati: email e numeri di telefono in formato non elaborato (in chiaro) oppure già con hash SHA-256, oppure ID pubblicitari Android (GAID) non elaborati. Il file può essere un CSV con intestazioni di colonna o un TXT con un valore per riga — in quest'ultimo caso specificando separatamente il tipo di identificatore contenuto.
Perché l'hashing è un'opzione, non un dettaglio tecnico marginale
Poter caricare identificatori già sottoposti a hash SHA-256, invece che sempre in chiaro, è una scelta rilevante per la protezione dei dati personali: un'azienda che ha già i mezzi tecnici per trasformare email e numeri di telefono in valori hash prima del caricamento riduce l'esposizione di dati sensibili in transito, pur mantenendo la possibilità di far corrispondere quegli identificatori agli utenti sulla piattaforma.
Un pubblico può nascere vuoto
Un dettaglio pratico utile: il file di pubblico è facoltativo in fase di creazione. È possibile creare un pubblico vuoto, dandogli nome e descrizione, e aggiungere i membri in un secondo momento — comodo quando si vuole predisporre la struttura (magari per pianificare più campagne in anticipo) prima di avere i dati definitivi pronti da caricare.
Limitazioni geografiche da conoscere
Come emerso anche nella creazione di una campagna, i segmenti di pubblico personalizzati non sono supportati per campagne rivolte a posizioni nello Spazio Economico Europeo o in Svizzera, dove gli annunci personalizzati non sono ancora disponibili. È un vincolo normativo che chi pianifica campagne internazionali deve tenere presente fin dalla fase di progettazione, non scoprirlo a campagna già impostata.
Usi tipici di un segmento di pubblico
I segmenti di pubblico personalizzati aprono a strategie che vanno oltre il targeting generico: mostrare un'offerta di riattivazione solo a clienti che non acquistano da tempo, escludere dagli annunci chi ha già acquistato di recente per non sprecare budget, o costruire una campagna dedicata esclusivamente agli iscritti a un programma fedeltà.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Pubblico da email/telefono in chiaro
Caricamento diretto di identificatori non elaborati, più semplice ma con maggiore esposizione del dato in transito.
Pubblico da email/telefono con hash SHA-256
Identificatori già trasformati crittograficamente prima del caricamento, per una maggiore protezione dei dati personali.
Pubblico da ID pubblicitari Android (GAID)
Basato sull'identificativo pubblicitario del dispositivo Android, utile per targeting legato ad app mobile.
Pubblico vuoto
Creato solo con nome e descrizione, senza file iniziale, da popolare in un secondo momento.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Tre segmenti, tre strategie
Descrivi tre segmenti di pubblico diversi che un e-commerce di abbigliamento potrebbe creare, con lo scopo strategico di ciascuno (es. riattivazione, esclusione, fedeltà).
Esercizio 2 — In chiaro o con hash?
Un'azienda con un sistema CRM che già gestisce hashing dei dati per altre integrazioni deve decidere come caricare il proprio pubblico su Ads Manager. Motiva quale opzione tra chiaro e SHA-256 avrebbe più senso per loro, e perché.
Esercizio 3 — Pianificare attorno al vincolo SEE/Svizzera
Un'azienda con clienti sia in Italia sia negli Stati Uniti vuole usare segmenti di pubblico personalizzati per entrambi i mercati. Cosa cambia nella strategia per il mercato italiano rispetto a quello statunitense, alla luce del vincolo geografico descritto in questa guida?
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Creazione campagna — Base
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
I tre passi di ogni campagna
Con account verificato, fatturazione configurata e — a seconda dei casi — fonti di dati, eventi di conversione, feed o pubblici già pronti, si arriva al cuore della piattaforma: la creazione della campagna vera e propria. Il processo di creazione segue sempre la stessa struttura a tre passi: Crea campagna, Crea gruppo di annunci e annunci, Rivedi.
Generata dall'IA o creata da zero
Un dettaglio distintivo di questa piattaforma è la possibilità di partire da una campagna Generata dall'IA — un punto di partenza precompilato automaticamente — oppure scegliere Crea da zero per configurare ogni parametro manualmente fin dall'inizio. Indipendentemente dal punto di partenza, il riepilogo finale resta identico nella struttura e completamente modificabile prima della pubblicazione.
Nome, tipo di campagna e obiettivo
Il primo passo chiede un nome interno per la campagna (utile per riconoscerla nell'elenco, non visibile agli utenti), il tipo di campagna (Standard, nella configurazione più comune) e soprattutto l'obiettivo, che orienta l'intero comportamento successivo della piattaforma: Copertura (massimizzare quante persone vedono l'annuncio), Clic (massimizzare il traffico verso il sito), Conversioni (ottimizzare per l'azione di valore definita in precedenza).
L'obiettivo Conversioni richiede un evento collegato
Scegliendo Conversioni come obiettivo, il modulo richiede immediatamente di selezionare l'evento di conversione da ottimizzare — lo stesso configurato nell'area precedente del corso, oppure uno creato al volo con la scorciatoia già vista. Senza un evento collegato, la piattaforma non ha modo di sapere verso cosa ottimizzare la distribuzione degli annunci.
Il riepilogo prima della pubblicazione
Il passo "Rivedi" mostra un riepilogo completo e modificabile di ogni parametro impostato: nome, tipo, obiettivo, modello di fatturazione (CPM, cioè costo per mille impressioni, nell'esempio), posizioni geografiche, piattaforme idonee, budget giornaliero medio. Ogni sezione ha un'icona di modifica rapida, per correggere un singolo dettaglio senza dover ripercorrere l'intero flusso da capo.
Blocchi che impediscono la pubblicazione
Il riepilogo segnala esplicitamente eventuali problemi da correggere prima di poter procedere: nell'esempio, manca un logo aziendale caricato, condizione bloccante per la pubblicazione. È lo stesso principio già incontrato nella Panoramica (Area 4): la piattaforma non lascia scoprire all'utente, a campagna quasi pronta, che manca un requisito — lo segnala attivamente.
Personalizzazione del testo tramite IA
Un'opzione rilevante nel riepilogo è Personalizzazione del testo: se attiva, l'IA genera automaticamente versioni personalizzate e tradotte dei titoli e delle descrizioni dell'annuncio, che potrebbero essere mostrate senza revisione o approvazione preventiva da parte di chi ha creato la campagna. È un'opzione potente per la scala e la localizzazione automatica, ma va attivata consapevolmente da chi ha responsabilità sul messaggio del brand, non lasciata attiva per default senza rifletterci.
Accettare i termini prima di pubblicare
Come per altri passaggi della piattaforma, il pulsante finale "Pubblica" comporta l'accettazione implicita dei Termini dello strumento pubblicitario, collegati direttamente nel testo vicino al pulsante — un ultimo promemoria che pubblicare una campagna, anche con budget contenuto, è un atto che comporta un impegno formale.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Campagna Generata dall'IA
Punto di partenza precompilato automaticamente, poi rifinibile in ogni suo parametro prima della pubblicazione.
Campagna Crea da zero
Configurazione manuale completa di ogni parametro fin dal primo passo, per il massimo controllo.
Obiettivo Copertura
Ottimizza per massimizzare quante persone vedono l'annuncio.
Obiettivo Clic
Ottimizza per massimizzare il traffico generato verso il sito o la destinazione collegata.
Obiettivo Conversioni
Ottimizza la distribuzione degli annunci verso gli utenti più propensi a compiere l'evento di conversione scelto.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Scegliere l'obiettivo giusto
Per ciascuno di questi scopi, indica l'obiettivo di campagna più adatto: lanciare la brand awareness di un nuovo prodotto, portare traffico a un articolo di blog, generare acquisti su un e-commerce.
Esercizio 2 — IA o da zero?
Descrivi un caso in cui converrebbe partire da una campagna Generata dall'IA (es. mancanza di tempo, prima campagna mai creata) e un caso in cui converrebbe Crea da zero (es. requisiti molto specifici, brand con linee guida rigide).
Esercizio 3 — I rischi della personalizzazione automatica
Immagina un brand con un tono di voce molto controllato e specifico. Elenca almeno due motivi per cui potrebbe scegliere di NON attivare la Personalizzazione del testo automatica, nonostante il risparmio di tempo che offrirebbe.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Creazione campagna — Targeting
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Dove — e dove no — mostrare un annuncio
Dopo aver definito nome e obiettivo (Area 10), il passo successivo nella creazione di una campagna è il targeting geografico: decidere in quali posizioni gli annunci possono comparire, quali escludere esplicitamente, e su quali piattaforme sono idonei a essere mostrati. Sono tre decisioni distinte che insieme definiscono il perimetro esatto della campagna.
Cercare posizioni per città o CAP
Il campo "Posizioni per questa campagna" accetta una ricerca testuale libera e restituisce risultati a più livelli di granularità: cercando "Napoli", ad esempio, compaiono singoli CAP della città (80100, 80121, 80122...) selezionabili individualmente, per un targeting molto più fine del semplice "Italia".
Regioni e un dettaglio sorprendente della ricerca
La ricerca funziona anche a livello di regione, come mostra il risultato "Campania, Italy" per la query "Campania". Un dettaglio che vale la pena notare: lo stesso termine può restituire corrispondenze testuali in paesi diversi da quello previsto — nell'esempio, la ricerca "Campania" mostra anche un CAP in Australia il cui nome del luogo condivide la stringa cercata. È un promemoria a leggere sempre con attenzione il paese associato a ogni risultato, non solo il nome che sembra familiare.
Cercare a livello di paese
Oltre a città, CAP e regioni, la ricerca restituisce anche interi paesi come opzione di targeting, utile per campagne che devono coprire un intero mercato nazionale senza scendere nel dettaglio locale — comodo in fase di prima impostazione, o per campagne con obiettivo Copertura su larga scala.
Escludere posizioni specifiche
Simmetricamente al campo di inclusione, "Posizioni da escludere da questa campagna" permette di rimuovere aree specifiche anche all'interno di una posizione più ampia già inclusa — ad esempio includere l'intera Italia ma escludere una singola provincia dove, per ragioni logistiche o commerciali, non si vuole investire budget pubblicitario.
Piattaforme idonee
Il menu "Piattaforme idonee" elenca le superfici su cui la campagna può essere mostrata: Android app, Android web, Desktop web, iOS app, iOS web. Il valore predefinito "All platforms" le include tutte, ma è possibile deselezionare quelle non pertinenti — ad esempio un'azienda senza app mobile potrebbe escludere Android app e iOS app, concentrando il budget solo sulle esperienze web.
Combinare inclusioni ed esclusioni con criterio
Un targeting efficace nasce dal combinare consapevolmente questi strumenti: partire da un'area ampia (un paese o una regione) e affinarla con esclusioni mirate, oppure costruire dal basso includendo solo le città o i CAP realmente rilevanti per il business. La scelta dipende dalla natura dell'attività: un servizio locale (un ristorante, uno studio professionale) lavora bene con inclusioni molto granulari; un e-commerce con spedizione nazionale può partire da un paese intero ed eventualmente escludere solo aree non coperte dalla logistica.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Targeting per CAP
Il livello più granulare, adatto a business locali che vogliono concentrarsi su quartieri o aree specifiche.
Targeting per città
Un livello intermedio, utile per attività con un bacino d'utenza cittadino ma non iper-locale.
Targeting per regione
Copre un'area amministrativa più ampia, utile per business con presenza distribuita su più città della stessa regione.
Targeting per paese
Il livello più ampio, adatto a campagne di copertura nazionale o e-commerce con spedizione su tutto il territorio.
Esclusione geografica
Rimuove aree specifiche da un targeting più ampio già incluso, per rifinire il perimetro della campagna.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Tre livelli di granularità
Per un ristorante di quartiere, un negozio di elettronica con tre sedi in città diverse, e un e-commerce nazionale, indica quale livello di targeting geografico (CAP, città, regione, paese) useresti per ciascuno e perché.
Esercizio 2 — Il trabocchetto della ricerca testuale
Cerca mentalmente un nome di località della tua zona: c'è la possibilità che lo stesso nome esista anche altrove nel mondo? Descrivi come verificheresti di aver selezionato il paese corretto prima di confermare una posizione.
Esercizio 3 — Includere e poi escludere
Un'azienda con spedizioni in tutta Italia tranne due province per limiti logistici deve configurare il targeting. Descrivi passo passo come useresti i campi di inclusione ed esclusione per ottenere il risultato corretto.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Budget e Strategia di offerta
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Quanto spendere e come dirlo all'algoritmo
Definiti obiettivo e targeting, restano due decisioni economiche che determinano quanto costerà la campagna e come il sistema deciderà a chi mostrare gli annunci: il budget (quanto spendere) e la strategia di offerta (come competere per ogni singola impressione).
Le due strategie di offerta
La piattaforma offre due approcci distinti. Massimizza i risultati lascia il controllo all'algoritmo: "Regoleremo automaticamente la tua offerta per ottenere il massimo dei risultati dal tuo budget" — la scelta più semplice, adatta a chi si fida dell'ottimizzazione automatica o non ha esperienza sufficiente per stimare un'offerta manuale sensata. Manuale: offerta max restituisce invece il controllo diretto a chi crea la campagna.
Come funziona l'offerta manuale per conversioni
Scegliendo l'offerta manuale con obiettivo Conversioni, non si imposta un prezzo per impressione ma un limite massimo che si è disposti a pagare per conversione. Il sistema utilizza il tasso di conversione previsto per tradurre quella cifra in un'offerta adatta a livello di singola impressione — il pagamento avviene comunque per impressione, ma il ragionamento economico resta ancorato al valore reale di una conversione per il business. Un indicatore "Offerta competitiva" o simili aiuta a capire se il valore inserito è realistico rispetto alla concorrenza per quel gruppo di annunci.
Budget giornaliero: media, non tetto rigido
Il tipo di budget più comune è il Budget giornaliero, che rappresenta l'importo medio che si desidera spendere al giorno — non un tetto rigido. L'interfaccia spiega chiaramente che la spesa giornaliera massima effettiva può arrivare a circa il doppio del budget impostato, con un limite aggiuntivo sulla spesa cumulata in sette giorni: con un budget di 65 €, ad esempio, la spesa massima in un giorno singolo può toccare 130 €, e quella sui sette giorni 455 €.
Un budget minimo da rispettare
Il sistema applica soglie minime al budget, segnalate con un messaggio di errore quando l'importo inserito è troppo basso: nell'esempio, un tentativo di impostare 1 € di budget giornaliero viene respinto con l'indicazione esplicita di un minimo di 15 €. Le soglie minime esistono per garantire che il budget sia sufficiente a raccogliere dati significativi per l'ottimizzazione della campagna.
L'alternativa: Budget totale della campagna
Invece del budget giornaliero, si può scegliere Budget totale della campagna: un tetto complessivo per l'intera durata della campagna, che la piattaforma stesso definisce come modificabile in qualsiasi momento. Anche questo tipo di budget ha una soglia minima distinta — nell'esempio, un tentativo di impostare 15 € di budget totale viene respinto perché sotto il minimo richiesto di 65 €.
Scegliere tra budget giornaliero e totale
Il budget giornaliero è adatto a campagne continuative, dove si vuole un flusso costante e prevedibile di spesa nel tempo. Il budget totale è più adatto a campagne con una durata definita fin dall'inizio (una promozione stagionale, un evento con una data di chiusura), dove conta di più il totale complessivo che la distribuzione giorno per giorno.
Un equilibrio da trovare, non una scelta definitiva
Sia il budget sia la strategia di offerta restano modificabili dopo la pubblicazione della campagna: è normale, e anzi consigliabile, partire con valori prudenti, osservare le prime prestazioni reali, e affinare progressivamente sia quanto si spende sia come si compete, invece di cercare di indovinare i valori perfetti fin dal primo tentativo.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Strategia Massimizza i risultati
L'algoritmo regola automaticamente l'offerta per ottenere il massimo dei risultati possibili dal budget impostato.
Strategia Manuale: offerta max
Chi crea la campagna imposta direttamente un limite massimo di offerta, mantenendo il controllo esplicito sul valore attribuito a ogni conversione.
Budget giornaliero
Importo medio di spesa desiderato ogni giorno, con possibili picchi giornalieri e un tetto cumulato sui sette giorni.
Budget totale della campagna
Tetto di spesa complessivo per l'intera durata della campagna, modificabile in qualsiasi momento.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Automatico o manuale?
Descrivi un caso in cui converrebbe scegliere Massimizza i risultati (es. prima campagna, poca esperienza) e un caso in cui converrebbe l'offerta manuale (es. margine di profitto molto preciso da rispettare per ogni conversione).
Esercizio 2 — Simulare la spesa massima
Con un budget giornaliero di 40 €, prova a calcolare (seguendo la logica vista nella guida) quale potrebbe essere approssimativamente la spesa massima in un giorno singolo e quella sui sette giorni.
Esercizio 3 — Giornaliero o totale per due campagne diverse
Un'azienda lancia sia una campagna continuativa di brand awareness sia una promozione lampo di tre giorni per il Black Friday. Quale tipo di budget useresti per ciascuna, e perché?
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Gruppi di annunci e Annunci
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Dal contenitore al messaggio vero e proprio
Il secondo passo del flusso di creazione (dopo "Crea campagna") è "Crea gruppo di annunci e annunci": qui si definiscono le impostazioni condivise da un insieme di annunci — il gruppo di annunci — e poi i singoli annunci veri e propri che gli utenti vedranno davvero.
Le impostazioni del gruppo di annunci
Un gruppo di annunci raccoglie un nome interno, l'URL del sito web di destinazione, la strategia di offerta (vista nell'area precedente) e, facoltativamente, dei Suggerimenti di contesto: un testo libero che descrive il contenuto o il tono del sito, usato per orientare la generazione automatica di annunci pertinenti.
Impostazioni avanzate del gruppo
Espandendo la sezione Avanzate, il gruppo di annunci offre un ulteriore livello di controllo: gli Adeguamenti delle offerte in base al pubblico, che applicano un moltiplicatore per aumentare o ridurre l'offerta quando l'utente raggiunto fa parte di un pubblico specifico selezionato — uno strumento che richiede, come prerequisito, di avere già creato e pubblicato un pubblico personalizzato (Area 9).
Creare un annuncio: manuale o suggerito dall'IA
La schermata "Tutti gli annunci", quando ancora vuota, propone esplicitamente due strade: creare un annuncio manualmente compilando titolo e descrizione (con un limite di caratteri visibile in tempo reale, ad esempio 50 caratteri per il titolo), oppure scegliere tra gli Annunci suggeriti, opzioni generate dall'IA sulla base della campagna e dei suggerimenti di contesto forniti.
Rigenerare i suggerimenti
Se i suggerimenti proposti non convincono, il pulsante Rigenera ne produce di nuovi, sempre basati sul contesto della campagna — un ciclo rapido di iterazione che permette di esplorare più varianti senza dover scrivere ogni volta da zero, pur mantenendo la possibilità di intervenire manualmente su qualsiasi suggerimento accettato.
Più annunci nello stesso gruppo
Un gruppo di annunci può contenere più annunci contemporaneamente, ciascuno con la propria immagine, titolo e breve descrizione: nell'esempio osservato, un gruppo arriva a contenere sette annunci diversi, generati a partire dai contenuti reali del sito collegato (articoli, guide, prodotti) — un modo per lasciare che il sistema mostri agli utenti la varietà di contenuti disponibili, invece di puntare tutto su un unico messaggio.
Perché i suggerimenti di contesto contano
La qualità degli annunci suggeriti dipende direttamente da quanto materiale utile il sistema riceve: un campo Suggerimenti di contesto compilato con cura, che descrive davvero cosa offre il sito e a chi si rivolge, produce risultati molto più pertinenti di un campo lasciato vuoto o compilato in modo generico. È lo stesso principio già incontrato per la Personalizzazione del testo: più contesto si fornisce, più l'automazione lavora bene.
Un equilibrio tra velocità e controllo
La possibilità di generare rapidamente più annunci con l'IA è preziosa per chi ha un catalogo di contenuti ampio e poco tempo per scrivere manualmente decine di varianti. Resta comunque buona norma rivedere ogni annuncio suggerito prima di pubblicarlo, verificando che titolo e descrizione riflettano accuratamente il contenuto reale collegato — un annuncio accattivante ma fuorviante danneggia la fiducia degli utenti più di quanto aiuti le performance a breve termine.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Annuncio creato manualmente
Titolo e descrizione scritti direttamente dall'utente, con limiti di caratteri visibili in tempo reale.
Annuncio suggerito dall'IA
Generato automaticamente sulla base della campagna e dei suggerimenti di contesto, rigenerabile se non soddisfacente.
Gruppo di annunci con singolo messaggio
Contiene un solo annuncio, adatto a campagne con un messaggio pubblicitario unico e mirato.
Gruppo di annunci multiplo
Contiene diversi annunci basati su contenuti diversi del sito, per mostrare varietà agli utenti.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Scrivere buoni suggerimenti di contesto
Descrivi in 3-4 frasi, come se dovessi compilare il campo Suggerimenti di contesto, cosa offre un sito immaginario a tua scelta (un blog, un e-commerce, uno studio professionale) e a chi si rivolge.
Esercizio 2 — Confrontare manuale e IA
Scrivi manualmente un titolo (max 50 caratteri) e una descrizione (max 130 caratteri) per un annuncio di un prodotto o servizio a tua scelta. Poi immagina cosa potrebbe suggerire l'IA con lo stesso contesto: in cosa potrebbero differire i due risultati?
Esercizio 3 — Un gruppo con più contenuti
Immagina un sito con cinque articoli di blog molto diversi tra loro. Motiva se converrebbe creare un unico gruppo di annunci con cinque annunci diversi, oppure gruppi separati per ciascun articolo, e perché.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.
Gestione campagne e Reportistica
OpenAI Ads Manager · Guida operativa · Marco Consiglio — Volta Institute
Dopo la pubblicazione inizia il vero lavoro
Pubblicare una campagna non è il traguardo, è l'inizio di un ciclo continuo di monitoraggio, correzione e ottimizzazione. Questa area conclusiva del corso riguarda gli strumenti per gestire le campagne nel tempo: come sono organizzate nell'elenco, come modificarle, come metterle in pausa o archiviarle, e come leggere e esportare i dati sulle loro prestazioni.
Tre livelli, tre tab
La sezione Campagne organizza le informazioni su tre tab distinti — Campagne, Gruppi di annunci, Annunci — che rispecchiano la stessa gerarchia vista nel flusso di creazione. Ogni tab mostra una tabella con nome, stato, tipo e le metriche principali per l'elemento a quel livello, permettendo di scendere di dettaglio quando serve senza perdere la visione d'insieme.
Il menu contestuale su ogni elemento
Cliccando sui tre puntini accanto a una campagna (o un gruppo di annunci) si apre un menu con quattro azioni: Visualizza approfondimenti (il dettaglio delle metriche), Cronologia delle modifiche (chi ha cambiato cosa e quando), Modifica campagna, Archivia.
Il pulsante universale Crea
Da qualsiasi punto della sezione Campagne, il pulsante + Crea in alto apre un menu con quattro scorciatoie: Crea campagna, Crea gruppo di annunci, Crea annuncio, Carica in blocco — quest'ultima pensata per chi deve aggiungere molti elementi contemporaneamente, tipicamente tramite un file, invece di ripetere il flusso manuale una volta per ciascuno.
Attivare, mettere in pausa, archiviare
Selezionata una campagna, la barra degli strumenti in alto offre tre azioni operative: Modifica (apre il modulo di modifica completo), Attivo (un menu che permette di Mettere in pausa o Archiviare la campagna), Esporta. Mettere in pausa interrompe temporaneamente l'erogazione mantenendo tutte le impostazioni pronte per una riattivazione rapida; archiviare la rimuove dalla visualizzazione attiva senza cancellarne i dati storici.
Esportare i dati
Il menu Esporta offre tre modalità: Esporta valori cumulativi (i totali del periodo selezionato), Esporta valori giornalieri (il dettaglio giorno per giorno, utile per analisi di andamento nel tempo), Esporta per modificare (un formato pensato per essere poi ricaricato con modifiche in blocco).
Le metriche disponibili
La sezione Tendenze delle metriche permette di scegliere quale indicatore visualizzare nel grafico: Impression, Clic, Costo, CTR (percentuale di clic sulle impression mostrate), CPC medio (costo medio per clic), CPM medio (costo medio per mille impression). Ogni metrica racconta un aspetto diverso della performance, e nessuna da sola basta a giudicare una campagna: le Impression misurano la portata, il CTR l'efficacia del messaggio nel generare interesse, il CPC e il CPM il costo relativo di quell'interesse.
Modificare una campagna già pubblicata
Il modulo Modifica campagna espone nuovamente tutti i parametri già visti in fase di creazione — nome, obiettivo, fatturazione, posizioni, piattaforme — pronti per essere aggiornati senza dover ricreare la campagna da zero. Un dettaglio tecnico interessante compare tra i Parametri di query della pagina di destinazione: un formato come campaign_id={campaign_id}&ad_id={ad_id} permette di aggiungere automaticamente all'URL di destinazione l'identificativo della campagna e dell'annuncio che ha generato il clic, utile per un'analisi ancora più fine nel proprio sistema di analytics.
Un ciclo, non un traguardo
La combinazione di questi strumenti — monitoraggio delle metriche, modifica dei parametri, pausa o archiviazione, esportazione dei dati — compone il ciclo di vita ordinario di una campagna pubblicitaria dopo il lancio. Nessuna campagna dovrebbe essere considerata "finita" al momento della pubblicazione: il valore reale si costruisce osservando i risultati reali e intervenendo di conseguenza, con la stessa attenzione dedicata alla fase di configurazione iniziale.
Checklist operativa
Tipologie applicative
Tab Campagne
Vista di primo livello, con nome, stato e tipo di ciascuna campagna dell'account.
Tab Gruppi di annunci
Vista intermedia, con i gruppi di annunci e le rispettive impostazioni condivise.
Tab Annunci
Vista di dettaglio, con ogni singolo annuncio, la sua miniatura e il suo stato di erogazione.
Metti in pausa
Sospensione temporanea dell'erogazione, con impostazioni conservate per una riattivazione rapida.
Archivia
Rimozione dalla visualizzazione attiva, senza cancellare i dati storici della campagna.
Glossario interattivo
Clicca su ogni voce per espandere la definizione.
Esercitazioni pratiche
Esercizio 1 — Interpretare tre metriche insieme
Immagina una campagna con Impression alte, CTR basso e CPC medio elevato. Cosa suggerisce questa combinazione sulla qualità del messaggio pubblicitario rispetto al pubblico raggiunto? Cosa proveresti a modificare per primo?
Esercizio 2 — Pausa o archiviazione?
Descrivi due scenari distinti: uno in cui useresti Metti in pausa (es. la campagna funziona ma serve un breve stop) e uno in cui useresti Archivia (es. la campagna è definitivamente conclusa). Motiva la scelta in entrambi i casi.
Esercizio 3 — Tracciare un clic fino alla sua origine
Spiega con parole tue, come se dovessi farlo capire a un collega non tecnico, a cosa serve aggiungere campaign_id e ad_id come parametri di query nell'URL di destinazione, e che problema pratico risolve per l'analisi dei dati.
Quiz & Attestato
0 di 6 voci completate nella Checklist operativa
Completa prima la Checklist operativa per sbloccare il quiz e l'attestato di questa area.